Libri e Arte

Il Maggio dei Libri: perché la lettura è uno strumento fondamentale di crescita per bambini e ragazzi

Ecco 5 consigli di lettura per avvicinare i bambini che non amano leggere al mondo dei libri

di In viaggio con Matilde
Il Maggio dei Libri: perché la lettura è uno strumento fondamentale di crescita per bambini e ragazzi

Come citano le parole di una canzone dello Zecchino d’Oro: “I libri sono ali che aiutano a volare, i libri sono vele che fanno navigare, I libri sono inviti a straordinari viaggi, con mille personaggi l’incontro sempre c’è. I libri sono amici che fanno compagnia, I libri sono sogni di accesa fantasia, I libri son momenti di gioia e commozione non manca l’emozione che un brivido ti dà.” I libri sono tutto questo, sono veicolo di emozioni, di sapere, di amicizia e di scoperta. L’importanza di tenere in mano un libro è già una crescita sicura per il bambino ricca di insegnamenti, poiché aprono la strada verso la conoscenza del mondo e delle relazioni.

Sfogliando il capitolo della letteratura d’infanzia, molti sono gli autori noti che hanno dato un valido contributo e si sono battuti per riconoscere e affermare un mondo, come quello dell’infanzia, all’altezza della letteratura per adulti, se non di più. Basti citare I fratelli Grimm, Christian Andersen e Gianni Rodari. Dovrebbe esser di prassi per gli adulti leggere, quanto meno un libro all’anno appartenente alla letteratura d’infanzia, per ridimensionarsi e abbattere ogni forma di pensiero e azione che non sia a misura di bambino. I libri per l’infanzia, ci insegnano i valori saldi di un’umanità dedita al rispetto e all’inclusione, atti a stimolare immaginazione, creatività, ed empatia.

Maggio è il mese dedicato al libro a partire dall’iniziativa Il Maggio dei libri promossa da Il Centro per il libro e la lettura, iniziativa giunta alla XV edizione, dal 23 aprile al 31 maggio. La campagna nazionale nata nel 2011 ha come obiettivo quello di esaltare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.

Lo scopo de Il Maggio dei Libri è quello di portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono, ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto. Una mission che coinvolge in modo ramificato enti locali, scuole, biblioteche, librerie, festival, editori, associazioni culturali e i più diversi soggetti pubblici e privati in Italia e all’estero, grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Diverse sono state le iniziative che hanno coinvolto numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Bruxelles, Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino e Monaco di Baviera), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Koper e Pirano), Spagna (Barcellona e Sitges), Svizzera (Basilea, Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne), oltre a iniziative organizzate da numerosi Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.

Un viaggio intervista con il Pres. de Il Centro per il Libro e la Lettura, istituto autonomo del Ministero della Cultura, il Dott. Giuseppe Iannaccone, per comprendere la direzione scelta riguardo la letteratura d’infanzia e che futuro avrà:

1. Quant’è importante incentivare la letteratura d’infanzia e perché?

È fondamentale perché i libri, a ogni età, accendono l’interesse per sé stessi e per il mondo. Prima ancora di essere un piacere, la lettura soddisfa un bisogno: andare al di là dei confini riservati dalla nostra vita e immedesimarsi in tanti mondi possibili, all’interno di vesti diverse da quelle che indossiamo ogni giorno. I bambini e i ragazzi che leggono provano un sentimento fondamentale: il coinvolgimento. Chi è coinvolto prova l’ebrezza dell’identificazione: vede sé stesso sulla carta, sogna con le parole, vive in prima persona avventure ed esperienze diverse dalle sue. Acquista nuovi stati d’animo e soprattutto alimenta il gusto della conoscenza. Le storie appagano una necessità innata nell’essere umano. Questa necessità, che chiamiamo interesse o curiosità, quando si è piccoli, viene accesa soprattutto dai libri. Vorrei dire: soprattutto dai racconti. Non importa il genere: fantastico, avventuroso, sentimentale, fiabesco. Importa invece la forza della storia, quella dei personaggi e la loro capacità di generare domande: che cosa succede? E come va a finire? Perché lo ha fatto?

2. I libri per l’infanzia sono secondo lei strumenti che esisteranno nel tempo o ci avviamo verso un’era digitalizzata?

Da anni i profeti di sventura celebrano il funerale del libro cartaceo. In realtà, i dati dicono altro: pur con le difficoltà dell’intero sistema editoriale italiano, la letteratura per l’infanzia gode di buona salute. I bambini hanno l’esigenza di possedere l’oggetto, non solo per vedere le macchie nere sulla carta ma anche perché la fisicità del libro costituisce di per sé un’esperienza sensoriale insostituibile. L’inchiostro non è come il pixel, insomma. Il bambino esercita con il libro la coordinazione tra l’occhio che legge e la mano che gira la pagina, sviluppa la memoria ricordando dove è collocata la parola che lo ha emozionato, allena l’attenzione perché il libro cartaceo favorisce la profondità dell’immersione che l’e-book e la semplice immagine-video non possono garantire.

3. Cosa consiglia ai genitori di bambini che non amano la lettura?

Non esistono formule magiche o ricette miracolistiche. Esiste però un modo di relazionarsi con i più piccoli che i genitori, travolti dalla quotidianità, non sempre riescono a mettere in pratica: leggere storie. Un tempo c’erano le fiabe della buona notte. Ma l’ascolto delle storie costituisce ancora oggi la prima, formidabile scintilla della curiosità. Ridere, commuoversi, appassionarsi: la pagina letta è uno specchio incantato, nel quale i bambini provano emozioni primarie, dalla paura alla gioia, dalla rabbia alla sorpresa.

4. La lettura ad alta voce come strumento per stare insieme, centrale per le iniziative del Centro per il libro e la lettura, come Libriamoci e Il Maggio dei libri. Che ruolo ha per lei la lettura ad alta voce?

Un tempo, la lettura avveniva esclusivamente intra moenia, nel silenzio delle pareti domestiche e nell’intimità di una fruizione soggettiva. Naturalmente è sempre fondamentale la pratica della lettura come strumento di piacere, di intrattenimento e di formazione culturale e intellettuale dell’individuo. Ma, al tempo stesso, i libri costituiscono un mezzo di condivisione sociale: la lettura ad alta voce – nelle scuole, nei teatri, nelle biblioteche, in ogni luogo di aggregazione – permette di costruire legami, creare comunità, suscitare occasione di incontro e di dialogo. In altri termini, leggere un libro può rappresentare, soprattutto per i più piccoli (ma non solo), un’opportunità di inclusione, di coinvolgimento e partecipazione attiva.

5. Che cos’è l’infanzia e com’è possibile che gli scrittori adulti riescano a raccontarla in modo autentico, attraverso storie incantevoli, affrontando diversi temi spesso anche impegnativi per i bambini?

Scrivere per l’infanzia è una sfida non semplice. La si vince, a mio giudizio, solo evitando un atteggiamento didascalico. Questa mi sembra oggi l’insidia più grande: costruire storie come exempla civili o ideologici. In questi casi, la narrazione mi appare come uno specchietto per le allodole, un mezzo grazie al quale, surrettiziamente, si veicolano modelli di comportamento, promuovendo valori precostituiti. Per coinvolgere i bambini e motivarli alla lettura, occorrono onestà intellettuale, vicinanza emotiva e assenza di superiorità morale. E soprattutto l’empatìa, ovvero l’unico talento che immunizza dalla tentazione di spiegare il mondo e impartire lezioni. Il che non significa che temi difficili e impegnativi vadano evitati: significa però farlo con le armi dell’incantamento, della fascinazione, adottando la prospettiva emotiva di chi legge che non ha bisogno di indottrinamento ma di divertimento, curiosità, immedesimazione.

6. Perché secondo lei bisogna “viaggiare” con i libri?

Più che un dovere, questa è una conseguenza. I bambini e i ragazzi “viaggiano” con i libri perché possono abbattere le barriere fisiche del mondo in cui vivono, esplorando territori (fisici e mentali) lontani, incontrando l’altro da sé. Il viaggio garantisce, per usare una facile metafora, di potersi mettere nelle scarpe altrui: che è, in fondo, il modo migliore per accendere il motore dell’immaginazione e muoversi con la fantasia senza il limite di un budget.

Ti consiglio 5 libri per far innamorare i bambini della lettura

Mai più senza libri

di Peter Carnavas

Traduttore V. Brioschi

Valentina Edizioni, Età di lettura: da 4 anni.

La storia poetica di una famiglia che ama i libri, in cui i libri sono parte integranti della loro casa, che proprio casa non è. Timmy e Lucy non hanno molto, non hanno una televisione, ma hanno grandi mezzi per viaggiare lontano con la fantasia: i libri. Un giorno però saranno costretti a darli via e il vuoto colmerà le loro vite, fino ad un momento speciale che riunirà tutta la famiglia. Un libro con parole semplici ma poetiche, che arriva diritto al cuore di chi ama i libri edito da Valentina edizioni.

Che cos’è un libro?

di Lucia Stipari

Illustratrice Elisa Codutti

Editore Il Castoro, Età di lettura: da 4 anni

Che cos’è un libro? Tante sono le risposte, proprio perché un solo libro è capace di trasformarsi in tante cose: da una casa, ad uno specchio ad un aeroplano. Un albo che celebra la potenzialità di questo potente mezzo di comunicazione, vincitore del Premio Sossi 2025. Un libro che funge a raggiungere un solo obiettivo: far innamorare i bambini della lettura, attraverso la curiosità e l’immaginazione, scritto da Lucia Stipari edito da Il Castoro edizioni.

Il giardiniere dei sogni

di Claudio Gobbetti

illustratrice Diana Nikolova

Editore Sassi, Età di lettura: da 5 anni.

Un giardiniere, il suo sogno, fogli scritti e rilegati per esser trasformati in libri. Un vero e proprio inno ai libri e alla lettura. Un omaggio alle prime pagine sfogliate della nostra vita e alle tante avventure scritte per aprire le porte della fantasia, scritto da Claudio Gobetti edito da Sassi editore. Un libro che è un vero e proprio viaggio incantevole da regalare.

Matilde, la bambina che seminava libri

di Monica Ramazzina

Illustratore Ingrid Orlando Zon

Editore Atene del Canavese Età di lettura: da 7 anni.

Se c’è una cosa che i bambini hanno è la fantasia. La fantasia è un potenziale enorme che gli permette di viaggiare in ogni dove. Attraverso la fantasia posso nascere persino i libri, come è accaduto a Matilde. Matilde è una bambina curiosa ed estremamente fantasiosa, nata dalla penna di Monica Ramazzina, che un giorno chiese alla nonna: “Nonna, ma se semini pagine possono nascere libri?” Una domanda molto seria per Matilde, che la porterà a seminare i suoi sogni e ad innaffiare desideri.

La volpe che amava i libri

di Nicola Pesce

Illustratore Erika De Pieri

Editore ‏Lavieri, Età di lettura: da 7 anni.

Nicola Pesce vive in un bosco, legge libri e spacca legna è un autore la cui penna ha dato origine ad un libro davvero speciale “La volpe che amava i libri”. libri e comincia a rubarne in paese per portarli nella sua tana per farne scorta durante il letargo. Ma non è solo, perché accoglierà nella sua tana un dolcissimo topolino e un corvo. Insieme affronteranno il freddo inverno e impareranno a convivere con le loro diversità in attesa che arrivi la bella stagione. Un libro per piccoli scopritori di libri, edito da Lavieri.

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