Elda Alvigini è tra le protagoniste del ritorno de “I Cesaroni” su Canale 5, dove ricopre sempre il ruolo di Stefania Masetti. L’attrice ha appena presentato il nuovo romanzo autobiografico “Inutilmentefiga“. Tra i tanti aneddoti raccontati nel volume anche un periodo buio a sei 8 anni, quando ha pensato di uccidersi: “Mi ricordo ancora com’ero vestita quel giorno che sono salita sul balcone del quarto piano dove abitavo e ho pensato di buttarmi di sotto. – ha raccontato a Vanity Fair – Non so dire da dove quella spinta così distruttiva nascesse, anche se so bene cosa mi ha salvato: sapere che avrei fatto male a chi sarebbe rimasto. Come mio fratello più piccolo Alfredo, che fa il montatore e lavora nel cinema come me. Pensare agli altri mi ha salvata”.
L’attrice ha poi raccontato della “chiamata” per tornare sul set de “I Cesaroni”: “Mi sono sentita lusingata perché, senza più personaggi come Ezio, non era scontato che mi volessero. L’ho preso come un attestato di stima perché mi ha dato la possibilità di crescere: in questa stagione, per dire, sono la madre di un figlio grande, ma anche una donna che approfondisce un’amicizia come quella con Giulio. L’affetto del pubblico, forse legato anche al fatto che sono l’unica donna rimasta del vecchio cast, mi ha colpito molto”.
Alvigini ha poi ricordato che all’inizio la popolarità data dalla serie tv non è stata facile da gestire: “Quando I Cesaroni sono esplosi è stato un contraccolpo violento per me: non capivo perché la gente mi fermava per strada, pensavo mi scambiassero per qualcun altro. Non ho mai voluto diventare attrice per essere famosa e, lì per lì, queste attenzioni mi hanno scombussolato, senza considerare che molti non riuscivano a dividermi dal mio personaggio. Non ero più Elda, ma Stefania. E questo mi ha creato un problema di depressione”.
“Ero infelice perché non coglievo la gioia di quel riconoscimento da parte degli altri. – ha continuato – Sarà anche per questo che ho accettato di tornare nei Cesaroni: oggi sento di essere più serena e cresciuta perché ho imparato a gestire tutte queste emozioni, sia fuori che dentro il set. E poi sono felicissima del mio libro che, in qualche modo, mi ha curata”.
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