Carlo Cracco ha lasciato MasterChef Italia nel 2017, dopo sei stagioni di successo come giudice. La decisione era stata presa “per dedicarsi a nuovi progetti professionali”. Lo chef ha presentato a Il Corriere della Sera il suo ultimo libro “Cracco in Galleria”, scritto insieme a Gabriele Zanatta e Luca Sacchi. Durante l’intervista lo chef ha ricordato la sua esperienza con il cooking show di Sky.
“Antonino Cannavacciuolo è un gigante, in tutti i sensi. – ha spiegato – Era proprio quello che mancava in trasmissione. Ha aggiunto il colore e il calore. Com’ero in tv? Il giudice era un ruolo, una parte. La persona è un’altra cosa”.
Il pensiero va alla nuova generazione di aspiranti chef: “Gli obiettivi dei ragazzi devono essere di lungo respiro. Ognuno fa la scelta che ritiene più corretta. La stella Michelin è solamente una certificazione. Ma è sempre il lavoro a dover essere centrale”.
Infine sulle polemiche scoppiate per la pizza del suo locale in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano: “Il cuoco non è solo quello che fa piatti indimenticabili o personali. Quella del cuoco è una professione che abbraccia tutta la cucina. E la pizza che è una specialità iconica. Normale che rientrasse nell’offerta del bistrot”. Le polemiche erano nate soprattutto per il prezzo fino a 22-45 euro e per la “rivisitazione stilistica” del piatto famoso in tutto il mondo.