Debutto a teatro all’Off/Off Theatre di Roma, ieri 9 maggio e oggi 10, per Marisela Federici, nota da anni per essere la regina dei salotti romani, con “Colazione da Truman” assieme a Santino Fiorillo per la regia di Pino Strabioli. Sul palcoscenico prende vita la storia del tormentato e viscerale legame tra lo scrittore Truman Capote e Babe Paley, coppia leggendaria e ammiratissima dell’alta società newyorkese tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Alla propostaFederici non ci ha pensato due volte. “Conosco benissimo la vita di quei tempi. Non li dimostro, ma ho i miei annetti – ha detto a Il Messaggero – Con i ritocchini ho iniziato molto presto, quarantuno anni fa. Piccoli interventi di tanto in tanto, soprattutto preventivi perché quando si fa troppo, troppo tardi, il risultato è sempre penoso. Io iniziai con il più bravo di tutti, il chirurgo plastico brasiliano Ivo Pitanguy. Un genio. Adesso ho smesso, neanche più il botox faccio”.
“Non mi piace il soprannome ‘regina dei salotti’, – ha dichiarato – io ho iniziato a organizzare feste solo per distrarre il mio amato marito (il finanziere Paolo Federici, morto nel 2016, ndr) da una terribile malattia. Volevo regalargli momenti di allegria e spensieratezza. Per il resto, ricevere è un’arte che richiede buone maniere e spirito di osservazione”.
E infine il segreto per la miglior festa: “Non far sentire l’ospite a proprio agio. Non è in bagno o nella sua camera da letto, deve rappresentare se stesso nel miglior modo possibile. E poi il mix, deve esserci di tutto un po’. La vita reale. Che noia le feste con tutti avvocati o commercialisti, imprenditori, politici o altro. Il mix perfetto è quello di preti, puttane, ricchi, parvenu, artisti… Io sono molto curiosa e amo scoprire. Chi invito deve essere più o meno così, anche se mi basta che siano educati
Sulla fine non ha certezze: “Non lo so dove andrà, dove Dio vorrà. Di sicuro ovunque mi manderà farò feste, cene, pièce teatrali. (…) Ho paura della sofferenza, quello sì. A volte mi chiedo se morirò facendo un ragù, un arrosto, o salendo le scale. E un po’ penso all’estetica: come mi ritroveranno? Sarò all’altezza? Mi dispiacerebbe se mi trovassero orrenda e discinta. Ho già disposto ogni cosa. Voglio essere cremata come mio marito e come per lui faremo tutto in casa”.