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Meloni-Rubio, un’ora e mezza di colloquio dopo le tensioni con gli Usa dei giorni scorsi. La premier: “Dialogo franco, non dividiamoci”

Una visita di cortesia attesa quella tra il segretario di Stato Usa e la presidente del Consiglio. Un faccia a faccia per tentare di ricucire i rapporti con l'alleato
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Strette di mano, foto di rito, un colloquio davanti a un caffè espresso (italiano) e qualche biscotto da tè. È durato circa un’ora e mezza, più del previsto, l’atteso faccia a faccia a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, reduce dal colloquio in Vaticano con Papa Leone XIV. I due hanno affrontato i principali dossier di politica estera, con particolare attenzione alla crisi nello Stretto di Hormuz e alla situazione in Libano. Una visita di cortesia, l’hanno definita fonti del governo, utile alla premier per provare a ricucire i rapporti con l’alleato a stelle e strisce, che fino a qualche mese fa si potevano definire idilliaci. Un tentativo di superare le tensioni sorte nelle settimane scorse per le dure dichiarazioni del presidente americano Donald Trump e le accuse all’Italia di non sostenere adeguatamente la Casa Bianca sulla crisi iraniana.

“Come stai?”, ha chiesto Meloni al suo ospite, prima di posare per le foto davanti al pool di giornalisti e fotografi. Davanti alle telecamere, nella Sala dei Galeoni, Meloni e Rubio si sono scambiati una stretta di mano e un saluto cordiale. Poi il confronto riservato, protrattosi per oltre un’ora e mezza. Nella conferenza stampa al termine degli incontri a Roma, Rubio ha affermato di non aver discusso del ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia con la prima ministra “Sono un forte sostenitore della Nato” ha detto ma “alcuni Paesi europei”, come la Spagna, “ci hanno negato l’uso di quelle basi per un’emergenza molto importante”, il che “ha creato alcuni pericoli inutili” per gli Stati Uniti impegnati nell’offensiva contro l’Iran. Rispondendo alle domande dei cronisti, ha specificato che l’eventuale scelta di di ritiro spetta a Trump. “È il presidente in fin dei conti che deve decidere. Il team può presentare delle opzioni, ma è lui che deve prendere la decisione”.

In una nota diffusa poi dal Dipartimento di stato americano, la visita viene definita utile a “rafforzare il duraturo partenariato strategico tra gli Stati Uniti e l’Italia” Il Segretario Rubio “ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a mantenere uno stretto coordinamento sulle priorità condivise e la necessità che le nazioni occidentali proteggano i propri interessi economici”. Nel corso dell’incontro si è discusso “delle sfide alla sicurezza regionale, inclusi il Medio Oriente e l’Ucraina, nonché dell’importanza di una continua collaborazione transatlantica per affrontare le minacce globali“.

Il confronto è stato definito da Meloni “ampio e costruttivo“. “Abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina” è la sintesi che scrive su X, che termina con un invito, nemmeno troppo velato, alla conciliazione. “Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”.

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