Televisione

“Ho fatto pipì con Francesca Manzini, sono caduto dalla bici e no, non ho avuto risvegli ormonali. Il Grande Fratello? Non ci andrei mai, esiste un confine oltre il quale non si va”: parla Pino Strabioli

Tra i protagonisti di The Unknown - Fino all'ultimo bivio”, da lunedì su RaiDue, il conduttore precisa ridendo: "Non è un reality ma un adventure game"

di Alessandro Ferrucci
“Ho fatto pipì con Francesca Manzini, sono caduto dalla bici e no, non ho avuto risvegli ormonali. Il Grande Fratello? Non ci andrei mai, esiste un confine oltre il quale non si va”: parla Pino Strabioli

Pino Strabioli, anche lei è caduto sul reality.
Non è un reality, non cederò mai.

E “The Unknown – Fino all’ultimo bivio”, in onda su Rai2 da lunedì, cos’è?
(Ride) Un adventure game.

E… ?
Alla fine è stata una prova con me stesso.

Addirittura.
Ai tempi della scuola non partecipavo neanche alle lezioni di educazione fisica.

Bene.
Allora mi iscrissero a nuoto: alla quarta lezione ho mollato.

Ancora meglio.
Quando vado al mare non mi metto in costume: provo vergogna.

Il bagno?
Solo se non c’è nessuno.

Perfetto.
Lo so, sembro un po’ pazzo. Ma il rapporto con il mio fisico è zero.

Da sempre?
Anche quando ero ragazzino, anche quando ero un fricchettone che frequentava le Comuni con le pecore.

Pudico.
Poi mi è arrivata la proposta di “The Unknown” e i miei amici hanno insistito; (ci pensa) nel programma ci sono prove fisiche.

Per forza, è un adventure game…
Si va in bicicletta, si cammina per ore… (si distrae, passa un bel morone).

Che fa, punta?
Guardo e basta.

Non si era dichiarato asessuato?
Non faccio sesso ma guardo molto; (torna al programma) ho pure dormito in gruppo.

Una tragedia.
Non mi capita neanche con le persone che hanno accompagnato la mia vita.

Povero fidanzato.
Correggo: neanche con le persone che hanno fatto parte e fanno parte della mia vita. E da sempre.

E il militare?
Saltato, ma ricordo quella visita come un incubo.

Quindi ha dormito con altri.
E in posti impensati; (voce drammatica) ho condiviso il bagno.

No!
Un vero problema.

La parte più sofferta.
Ho fatto pipì con Francesca Manzini.

Uno choc.
Forse mi ha aiutato il teatro.

Come?
Ho cercato di non giudicarmi, di non guardarmi dall’esterno. Mi sono lasciato andare. E poi la Calabria è bellissima (è girato lì)

A chi si è appoggiato?
Molto a un ragazzo napoletano, Cristian Calenda, simpaticissimo, alla fine ci chiamavamo “bro”; poi anche gli altri, come Ivan Zucco che è un pugile o Alessandro Matri (ex calciatore).

Altro mondo.
Sì, mi sono confrontato con una realtà differente dalla mia e ho ritrovato un lato maschile completamente sommerso.

Lato “garoso”.
No, sono una schiappa.

Esagerato.
Arrancavo, mi sentivo in colpa con gli altri. Sono caduto dalla bicicletta.

E tra le donne?
Soleil Sorge, bellissima. O Costanza Caracciolo, donna cazzuta (resta in silenzio).

Qui c’è una morale.
Ho pensato che in questo mondo dei reality o degli adventure game, che spesso ho giudicato con un certo pregiudizio, alla fine partecipano persone simpatiche.

Qualcuno le sarà stato antipatico.
Sono un diplomatico; (pausa) la notte guardo pure il Grande Fratello.

L’hanno pagata bene per “The Unknown”?
La mia sciagura è che non sono bravo con i soldi.

Cosa le è mancato?
La solitudine.

I libri?
Ne potevi portare uno o due.

E lei?
Ho scelto di scrivere. E mi sono allenato con la memoria.

Bravo.
Gli altri mi guardavano stupiti mentre ripetevo le battute degli spettacoli.

Durante il programma ha avuto un risveglio ormonale?
È matto? Non solo io, neanche gli altri.

La fatica ammoscia.
Su Dagospia una volta hanno titolato “Si è ammosciato il Pino”.

Ora potrebbe partecipare a un reality.
Noooo!

Se al GF le offrono 300mila euro?
No, esiste un confine oltre il quale non si può andare.

Tradotto?
Parlo per me e per i miei colleghi: che ci dobbiamo fare con tutti quei soldi?

Longanesi sosteneva che l’Italia è fondata sul “tengo famiglia”.
Io manco la tengo, quindi quello che guadagno mi basta e avanza. Certo, vorrei che non si interrompesse.

Programmi per la prossima stagione?
Credo verrà riconfermato “Caffè Italia”.

Lei è sottoutilizzato.
Non lo posso dire.

Allora cambiamo domanda: ha rifiutato qualche offerta della Rai?
Non ho ricevuto proposte televisive.

In questo programma cosa ha ritrovato della sua antica anima punk?
La capacità di adattarmi. E la curiosità verso l’altrui.

Sarebbe piaciuto a quel ragazzetto punk?
Sì. Sì. Mi ha fatto bene.

Si è imborghesito.
Come sosteneva Paolo Poli, “quando hai un nome e un cognome diventi un borghese”.

Ornella Vanoni cosa le avrebbe detto?
Si sarebbe divertita nel vedermi in questo contesto; (ride) pisciava sulle aiuole delle ville altrui.

E lei con Manzini.
Me la stavo per fare sotto. Il bello è che poi abbiamo aperto la porta e scoperto che era un museo…

Questo è punk.
Un po’, sì.

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