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Jacobs racconta la notte prima dell’oro olimpico: “Mi sono svegliato alle 4, ricordo la pagina di un giornale che mi mise agitazione”

L'atleta bresciano nel 2021 è stato l'uomo più veloce del mondo a Tokyo, correndo i 100 metri in 9"80: "Quando sei ai blocchi di partenza non devi pensare a nulla, la mente si spegne"
Jacobs racconta la notte prima dell’oro olimpico: “Mi sono svegliato alle 4, ricordo la pagina di un giornale che mi mise agitazione”
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“La sera prima della gara mi sono svegliato alle 4 e la giornata sembrava non finisse mai”. L’atleta bresciano Marcell Jacobs, oro nei 100 metri il primo agosto 2021 e nella staffetta 4×100 il 6 agosto dello stesso anno all’Olimpiade di Tokyo, è tornato a parlare del suo storico trionfo in una lunga intervista a Sette vite, il podcast di Hoara Borselli, dove ha raccontato la sua carriera e come è arrivato a vincere due ori olimpici: “Ero supervivace, forse troppo e per questo mia mamma mi ha lanciato nello sport, facendomene provare i più possibili e ha fatto bene. Ero un bambino allegro, giocoso, divertente”.

Jacobs ha scoperto di essere un predestinato nell’atletica giocando a calcio. “Stavo giocando come ala destra – racconta -, dovevo correre su e giù tutto il tempo. Un giorno, l’allenatore venne da me e mi disse: ‘Tu qui sei sprecato, sei superveloce, mentre con la palla non te la cavi benissimo, perché non provi atletica?’. Alla prima gara, nonostante avessi perso una scarpa in partenza, ho vinto, rendendomi conto che avevo una dote”. Ma il suo idolo era Carl Lewis, un saltatore: “Ho puntato tutto sul salto in lungo, ma una serie di infortuni non mi hanno più permesso di allenarmi. E siccome correvo già sui dieci secondi ho capito che affinando la tecnica potevo fare meglio”.

Ma già da ragazzino – in una o nell’altra specialità dell’atletica – Jacobs era convinto di poter raggiungere livelli elevatissimi: “Avevo nella testa la voglia di vincere, non c’è mai stato un piano B. Fin dalle medie sapevo che sarei diventato un atleta professionista e avrei vinto le Olimpiadi“. E lo ha fatto nel 2021, quando a Tokyo ha vissuto cinque giorni da sogno, trionfando nei 100 metri (gara regina dell’atletica) e poi nella staffetta 4×100. “La sera prima della gara mi sono svegliato alle 4 e la giornata sembrava non finisse mai. Ricordo la pagina di un giornale (era la Gazzetta dello Sport, ndr) con il titolo “L’uomo dei sogni” che mi ha messo agitazione. Quando sei ai blocchi di partenza non devi pensare a nulla, la mente si spegne e devi solo sentire lo sparo prima degli altri”.

Infine anche una parentesi sulle intercettazioni Equalize e sullo spionaggio costato tre anni di squalifica a Giacomo Tortu, fratello di Filippo. La procura ne aveva chiesto la radiazione affermando che “senza alcun dubbio ha contattato il soggetto (omissis) tramite i tecnici della società Equalize perché accedesse ai dispositivi di Marcell Jacobs dove immaginava di trovare prova di doping e questo versando un corrispettivo di diecimila euro”. “Sono rimasto scioccato, non sorpreso, non mi aspettavo si potesse arrivare a tanto. Sapevo che l’aver vinto le Olimpiadi avesse dato fastidio a parecchie persone”, ha detto Jacobs.

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