L’uomo più veloce del mondo è un italiano. Marcell Jacobs vince la medaglia d’oro nei 100 metri alle Olimpiadi correndo in 9″80 e diventa il successore di Usain Bolt. È una giornata storica per lo sport italiano quella che firma l’atleta nato a El Paso, in Texas, e cresciuto a Desenzano del Garda. La scrive in una terra fino a qualche ora fa sconosciuta per l’Italia, regno di atleti caraibici e statunitensi. Lo fa dominando la finale, con una progressione inarrivabile per chiunque, di cui si parlerà per decenni.

Era dai tempi di Pietro Mennea che un velocista azzurro – all’epoca la Freccia del Sud ci riuscì sulla distanza doppia – non riusciva a mettere tutti in riga alle Olimpiadi. E nessuno avrebbe potuto immaginare che accadesse sulla pista di Tokyo 2020. “Era il mio sogno da bambino. Ci metterò una settimana a capire quello che ho fatto. Mi sono gasato quando ho visto che Tamberi era arrivato primo. Ho detto: perché non posso farlo anche io?”, ha commentato ai microfoni della Rai.

E allora è uscito dai blocchi bene, meglio che in semifinale, rimanendo sempre lì fino ai 30 metri. Poi l’accelerazione e la corsa verso la storia. Passo dopo passo, quasi senza sforzo. Lo si era capito dalle batterie, corse in 9″94 tirando i remi in barca a 20 metri dall’arrivo, che aveva un tempo importante nelle gambe. Ma vuoi mettere quando arriverà la tensione nei turni successivi, quando verranno fuori i grandi che si nascondono aspettando di piantare l’artiglio nella finale, si sono detti tutti. Insomma: bella gara, grande tempo, magari un bel secondo turno e poi lì a sbracciare nel mucchio quando conterà davvero.

E invece in semifinale, un altro capolavoro: un decimo in meno, record europeo, alle spalle di Su e Baker. Il cinese e l’americano arrivano al traguardo tirati in volto, stravolti. Marcell Jacobs è leggero, la gamba fluida e il viso concentrato ma non al massimo dello sforzo. Come se il vero colpo fosse ancora in canna, da sparare al momento giusto. Ed era proprio così.

Jacobs, 26 anni, doveva ancora scaricare tutta la sua energia sul tartan giapponese. Un passo dopo l’altro, volando fino a oltre 43 chilometri orari al picco della sua velocità. Come se stesse viaggiando su uno scooter, gli altri dietro costretti a inseguire. Mentre lui ha avuto addirittura il tempo di girarsi negli ultimi passi per controllare di essere davvero lì, davanti a tutti. Di essere davvero il campione olimpico, l’erede di sua maestà Usain Bolt. Di essere proprio lui, Marcell Lamont Jacobs, l’uomo più veloce del mondo.

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