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Internazionali, Berrettini perde con Popyrin e saluta già Roma. La delusione: “Il pubblico tifava per me ma io non sentivo l’energia”

L'azzurro è stato in partita fino al quarto game del primo set: da lì non è mai più riuscito a comandare gli scambi. La sua analisi: "Oggi non sono riuscito a gestire né le emozioni né il mio avversario"
Internazionali, Berrettini perde con Popyrin e saluta già Roma. La delusione: “Il pubblico tifava per me ma io non sentivo l’energia”
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6-2, 6-3. Con questi parziali Matteo Berrettini ha perso al primo turno degli Internazionali contro Alexei Popyrin e ha salutato già Roma. Tanta delusione per il match dell’italiano, che non ha mai dato la sensazione di essere in forma e non ha mai messo in difficoltà Popyrin se non nella fase iniziale. A Cagliari – al Challenger – era arrivato qualche segnale positivo, ma sulla terra rossa del Foro Italico è arrivato un altro passo indietro.

“C’è grande tristezza e delusione per una partita a cui tenevo. Sapevamo che poteva essere un match difficile, quando arrivi in un nuovo torneo la prima partita non è mai semplice e Roma nasconde sempre delle insidie“, ha detto l’azzurro in conferenza stampa, “oggi non sono riuscito a gestire né le emozioni né il mio avversario, e così il livello del mio tennis ne ha risentito. Serviva continuità e non l’ho avuta“, ha spiegato Berrettini commentando il suo match.

Una partita che ha avuto un denominatore comune nelle varie fasi: Popyrin è sempre stato in controllo. Entrando nel dettaglio, nel primo set Berrettini era anche partito bene, procurandosi la prima palla break (e unica poi del match) nel terzo game del primo set, sull1-1. Palla break che non è riuscito a sfruttare: da lì è crollato. Dal 2-2 infatti Popyrin ha vinto quattro game consecutivi e ha chiuso per 6-2 il set in 38 minuti. Un set in cui Berrettini non ha servito malissimo (68% di prime palle in campo), ma in cui ha vinto soltanto il 38% di punti con la seconda. Pochissimi.

Nel secondo set invece Berrettini ha vinto tanti punti con la prima, ma ha servito soltanto il 48% di prime in campo. Poco per chi fa della battuta una delle proprie armi migliori. Il break decisivo è arrivato nel sesto game, con Berrettini che ha annullato la prima palla break ma non la seconda, consentendo a Popyrin di allungare sul 4-2 e poi di mantenere il break fino alla fine. L’azzurro ci ha provato nell’ultimo gioco del match, risalendo da 40-0 e annullando tre match point, ma al quarto ai vantaggi l’australiano ha chiuso. 6-2, 6-3 in un’ora e mezza.

“Ho un gioco legato molto all’energia. Il rammarico più grande è quello di non essere riuscito a godermi l’atmosfera, l’energia di Roma. Non mi sento di darmi addosso e colpevolizzarmi, è una giornata brutta“, ha spiegato Berrettini, “non sono riuscito a sfruttare l’energia del Centrale e della gente per fare qualcosa di meglio. Avevo fatto un riscaldamento ottimo e mi sentivo molto carico, ma l’energia è legata allo stato d’animo e non sono riuscito a tirarla fuori. Quando sei un po’ bloccato è anche difficile farsi aiutare dal pubblico, almeno per come sono fatto io. Il pubblico tifava per me fino all’ultimo punto ma io non sentivo di essere a quel livello e quindi è complicato“.

Difficile ora parlare dei prossimi obiettivi: “Questa è un’annata che è iniziata in un determinato modo e bisogna accettare anche questi momenti. Dispiace che sia successo a Roma ma purtroppo non si può decidere“, ha continuato Berrettini, “pensare adesso ai prossimi tornei è difficile, non perché non voglia giocarli ma perché sono appena uscito dal campo e adesso è anche giusto stare un po’ nella tristezza e nel dispiacere di quello che è successo. Se non ci fosse, vorrebbe dire che non mi importa niente, invece mi importa“, ha concluso il romano.

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