EveryDay in Gaza, cortometraggio ambientato nella Striscia e diretto da Omar Rammal con le riprese del giornalista palestinese Soleiman Hejji, ha vinto il David di Donatello 2026 come Miglior Cortometraggio.
Prodotto da We World, l’opera racconta la vita quotidiana a Gaza attraverso uno sguardo intimo e diretto, e dà voce alle persone che ogni giorno affrontano le conseguenze della guerra, dell’occupazione e della crisi umanitaria. Girato tra aprile e maggio 2025 nel cuore della Striscia, il doc segue la storia della famiglia Farra: Mohammed, Yusra e i loro tre figli. Mohammed è un barbiere che continua a tagliare i capelli tra le macerie. Attraverso le loro storie emergono con forza le impossibili sfide della vita a Gaza: la mancanza di acqua potabile, le continue interruzioni di elettricità, l’impossibilità per i bambini di frequentare la scuola, la paura costante di perdere la propria famiglia o la propria vita, e, sempre di più, la mancanza di cibo e luoghi sicuri. Mohammed incontra anche Wafa, impegnata nell’accoglienza di bambini e bambine con disabilità e orfani, offrendo loro momenti di gioco, apprendimento e conforto.
Senza voce narrante, il cortometraggio lascia parlare i volti, le parole, i gesti delle persone e gli scenari della loro quotidianità, costruendo un racconto fatto di dignità e quotidiana resistenza. Il corto è stato realizzato nel quadro di un progetto finanziato dall’Unione Europea, in collaborazione con Save the Children.
Soleiman Hejji è un giornalista palestinese di Gaza che collabora con molte testate tra cui New York Times e Middle East Eye, mentre Omar Rammal è un regista palestinese basato ad Amman.
Il cortometraggio sarà al centro del WeWorld Festival Milano, dove sarà proiettato il 17 maggio 2026 come evento di chiusura della 16esima edizione del WeWorld Festival Milano, dal titolo “Unite e Plurali — meglio parlarne prima che mai”.
“Abbiamo realizzato Everyday in Gaza per dare voce alle persone che, da più di due anni, cercano di sopravvivere tra le macerie della guerra” ha spiegato Dina Taddia, Consigliera delegata di WeWorld. “Il documentario vuole raccontare non solo il conflitto, ma soprattutto la quotidianità di chi continua a resistere, delle persone che riallacciano legami e abitudini nonostante gli sfollamenti e le condizioni estreme. Questo premio è dedicato ai protagonisti del film, alle comunità locali e in particolare alle colleghe e ai colleghi palestinesi di WeWorld a Gaza e in Cisgiordania che, pur vivendo essi stessi situazioni drammatiche, continuano ogni giorno con professionalità e determinazione a garantire supporto, servizi essenziali e educazione alle persone più vulnerabili”
Il film è disponibile in visione libera su OpenDDB.