La Grazia (no, non quella concessa a Nicole Minetti) o Le città di pianura? Paolo Sorrentino, Stefano Soldini o la sorpresa Francesco Sossai? Quando la cerimonia dei David di Donatello 2026 finirà a notte fonda (si spera non oltre l’una) avremo tutte le risposte. Anche se tra le 16 candidature per Le città di pianura e le 14 di La Grazia, si troverà molto probabilmente la soluzione per riempire le caselle più importanti di miglior film e regia. Toccherà quindi al vecchio leone napoletano che ha fatto pace con l’Accademia sfornando un film nazione su un presidente della repubblica indeciso se concedere la grazia ad un paio di ergastolani, uccisori di coniugi, mentre scopre lui stesso un cornino della moglie defunta. Oppure toccherà al cinefilo quasi esordiente feltrino che si è inventato un on the road alcolico nella provincia veneta (usando un viso sorrentiniano come Filippo Scotti) tutto drop out e fantasmi di schei.
La scaramuccia città provincia continuerà anche nella colonna dei miglior attori dove Toni Servillo presidente della repubblica si scontra con i due beoni locali Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, con l’incognita di un Claudio Santamaria superlativo nei panni del povero Nicola Calipari in Il Nibbio e pure quel Valerio Mastandrea di Cinque secondi anch’esso in spolvero nei panni di un avvocato che ha scelto silenzio e distacco per la colpa penzolante della fortuita morte della figlia. E se i David 2025 avevano parlato al femminile con l’exploit di Vermiglio, quest’anno le signore registe non hanno la ribalta della miglior regia (sono 5 uomini) ma un sipario comunque di pregio che è quello del miglior esordio dietro la macchina da presa dove al solo Alberto Palmiero per Tienimi presente si contrappongono: Ludovica Rampoldi per Breve storia d’amore; Margherita Spampinato per Gioia Mia; Greta Scarano La vita da grandi; Paternal Leave di Alissa Jung. Nella casella delle migliori attrici la lotta è serrata tra Valeria Golino in Fuori, Barbara Ronchi per Elisa, Aurora Quattrocchi per Gioia Mia, Anna Ferzetti in La Grazia, Valeria Bruni Tedeschi in Duse. Una notazione infine tra i produttori/distributori: dopo un incontrastato dominio per anni della Rai con 01 Distribution, dopo nemmeno due anni di attività si mangia mezzo piatto di candidature la neonata PiperFilm. Non ci sono solo le 14 nomination per il film di Sorrentino, ma anche le 8 per Duse e La città proibita, 1 per Diva futura e 1 per il film Per te.
Cambio della guardia, invece, nella presentazione della serata che si svolgerà su Rai 1 mercoledì 6 maggio dalle 2130. Messo in naftalina Carlo Conti, la conduzione sarà affidata a Flavio Insinna e, finalmente, a una co-conduttrice come Bianca Balti. A livello scenografico quest’anno tocca al nuovo Teatro 23 di Cinecittà, inaugurato per l’occasione, a fare da sfondo. Tre i premi speciali: Gianni Amelio riceverà quello alla Carriera; Bruno Bozzetto un David Speciale; mentre a Vittorio Storaro andrà il Premio Speciale Cinecittà David 71. Altri due riconoscimenti annunciati saranno il David come Miglior Film Internazionale a One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra) di P. T. Anderson (oramai chi vince l’Oscar fa poi la passerella romana due mesi dopo ndr) e il David dello Spettatore al film dei record di Checco Zalone, Buen Camino. Numerosi gli ospiti della serata: Matthew Modine, Stefania Sandrelli, Annalisa, Raoul Bova, Margherita Vicario, Arisa, Francesca Michielin, Tommaso Paradiso, Angela Finocchiaro e Nino Frassica. Alla cerimonia parteciperà inoltre Ornella Muti che salirà sul palco per ritirare il David Speciale assegnatole dall’Accademia del Cinema Italiano nella passata edizione.