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Torino, rider picchiato perché non aveva il resto: “Dobbiamo avere dei diritti, non siamo animali”

Lo racconta la vittima di 29 anni, Mohamed Elsisi, in un'intervista: "Faccio il rider per pagarmi gli studi di Ingegneria informatica. Ora però penso di lasciare l'Italia e fare causa a Glovo"
Torino, rider picchiato perché non aveva il resto: “Dobbiamo avere dei diritti, non siamo animali”
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Telefono in frantumi, una ferita al ginocchio e denti rotti: tutto solo perché non aveva il resto. Ora Mohamed Elsisi, rider a Torino di 29 anni, non riesce più a dormire “perché ho troppa paura”. Il giovane studente di Ingegneria informatica è stato aggredito il 29 aprile nel capoluogo piemontese, come ha raccontato in un’intervista rilasciata a La Stampa.

Elsisi stava facendo una consegna in centro, in via Rossini. Era una delle tante di quella sera in cui aveva ricevuto tanti ordini: “L’ultimo alle 22.30, da una ragazza. Mi sono accorto che non avevo i soldi per darle il resto: li avevo finiti. Il conto era di 19.51 euro, lei aveva 50 euro, ma io solo 23“. A quel punto il rider le ha spiegato che in quei casi bisogna rivolgersi al servizio clienti che l’avrebbe fatta pagare in seguito. La ragazza, come racconta il 29enne, “si è arrabbiata” fino a che “sono arrivati due nordafricani, che lei conosceva. Mi dicevano: perché non hai il resto? Non sai contare?”. Poi è arrivato il primo pugno al volto che lo fa cadere a terra: “Mi hanno rubato il cibo, preso il telefono e sono scappati. Da lì, non ricordo più niente”.

Elsisi è egiziano ed è arrivato a Torino nel dicembre 2023 per studiare al Politecnico. Il suo obiettivo era laurearsi il prossimo febbraio: “Sono in ritardo negli studi perché me li pago facendo il rider. Non posso tornare a farlo ora, ho paura. Penso di lasciare l’Italia e di fare causa a Glovo”, spiega. “L’azienda non mi ha protetto: servono controlli, una webcam che riprenda quello che facciamo. E sapere di più dei clienti. Dobbiamo avere dei diritti, non siamo animali”.

Come specifica Elsisi il suo non è un caso isolato. Nell’intervista il 29enne fa riferimento ad Adnan “che era egiziano come me e ha perso la vita”. Si tratta di Adnan El Sayed, rider morto in un incidente stradale sulle colline torinesi il 20 aprile. Anche lui faceva le consegne per arrotondare, la sua vera passione era la fotografia. Poco prima un altro rider pakistano era stato massacrato di botte a Verona da due giovani di 17 e 20 anni.

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