Il mondo FQ

Polonara spiega il ritiro: “Non riuscivo a palleggiare con la destra. Con il post ho spiazzato anche mia moglie”. Poi parla del futuro

L'ormai ex cestista ha rivelato: "Penso a una carriera d'allenatore, potrebbe essere un'idea". Dopo la leucemia mieloide, il trapianto di midollo e il coma aveva ripreso ad allenarsi individualmente per tornare a giocare
Polonara spiega il ritiro: “Non riuscivo a palleggiare con la destra. Con il post ho spiazzato anche mia moglie”. Poi parla del futuro
Icona dei commenti Commenti

“Avevo iniziato ad allenarmi a gennaio da un punto di vista fisico. Poi ho preso la palla in mano e ho capito che non sarei tornato quello di prima. Con la destra non riuscivo a palleggiare, in Serie A devi saper usare entrambi le mani. Quindi ho preso questa decisione“. Intervenuto a Sky Sport a meno di 24 ore dalla lettera social in cui ha annunciato il ritiro, Achille Polonara ha voluto spiegare le ragioni della decisione. Un ritiro a sorpresa nei tempi: “Ho spiazzato tutti, anche mia moglie”, ha spiegato l’ormai ex cestista. E nel futuro potrebbe esserci però ancora il basket: “Non ho pensato al futuro, la scelta è fresca e poco pensata. Mi piacerebbe rimanere nel basket, è stata la mia vita. Penso a una carriera d’allenatore, potrebbe essere un’idea”.

Nel 2023 un primo tumore ai testicoli, poi nel 2025 la leucemia mieloide, il trapianto di midollo e il coma. Poi una nuova rinascita: “Ho avuto patologie importanti e rischiare non avrebbe avuto senso. Non mi sentivo quello di prima, quindi ho dovuto lasciare il basket in modo che i tifosi mi ricordino per quello che ero. Ho preferito farlo in questo modo”. L’annuncio è arrivato completamente a sorpresa, con un post social nella serata del 4 maggio: “Con il post ho spiazzato tutti, anche mia moglie. Ho ricevuto tante chiamate e messaggi, ma ero in aereo. Ho legato tanto con alcuni dei miei compagni, ultimamente ho stretto tantissimo con Belinelli, Pajola, Visconti, Spissu. La loro vicinanza è stata fondamentale, mi son venuti a trovare anche quando ero in coma”.

Tra le tappe più belle della sua carriera cestistica c’è sicuramente l’Olimpiade di Tokyo 2020, giocata senza pubblico per il Covid. “Giocare le Olimpiadi è stata una bellissima emozione, ma l’unica cosa negativa di quell’anno è stata che l’Olimpiade si è svolta a porte chiuse per il Covid. Ma è stata una cosa incredibile, un’emozione che rimane per tutta la vita”.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.