In un articolo di qualche mese fal’avevamo detto con una frase di South Park: “Per i ricchi c’è l’Ozempic, per i poveri la body positivity”. E in un articolo avevamo raccontato le derive dell’uso dei farmaci a base di semaglutide quando non in presenza di diabete e obesità.
La faccenda è persino peggiorata, con le maggiori star del cinema fotografate sui red carpet di mezzo mondo intente a sfoggiare una magrezza estrema e le ex paladine della body positivity che perdono peso molto velocemente, salvo negare di avere fatto ricorso a Ozempic e ai ‘suoi fratelli’.
A parlare ora è Ashley Graham, che è davvero un simbolo di quel movimento chiamato body positivity finalizzato ad apprezzarsi e ad avere consapevolezza del proprio corpo, senza che questo corrisponda a standard definiti non si sa da chi. Secondo Graham, l’uso dei farmaci a base di semaglutide off label è “uno schiaffo in faccia alla body positivity. C’è stato un momento in cui il pendolo ha oscillato verso l’accettazione del corpo, la positività, il diritto di ognuno di essere chi vuole. Ora sta andando nella direzione completamente opposta, e questo mi sembra un notevole passo indietro“, le sue parole a Marie Claire. Ma resta una sorta di speranza, o forse di certezza: “I farmaci con semaglutide sono un esempio di questi tempi ma non elimineranno un’intera categorie di donne, quello delle curvy”.