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Inchiesta arbitri, l’intercettazione di Rocchi e Gervasoni: “Loro non lo vogliono più vedere”. Poi cita “Giorgio”

Il direttore di gara in questione è Daniele Doveri, "non gradito" all'Inter. Dal nome l'ipotesi è che si tratti di Giorgio Schenone, da 6 anni club referee manager dei nerazzurri
Inchiesta arbitri, l’intercettazione di Rocchi e Gervasoni: “Loro non lo vogliono più vedere”. Poi cita “Giorgio”
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Loro non lo vogliono più vedere“. Nell’inchiesta sugli arbitri spunta un’intercettazione in cui il designatore Gianluca Rocchi – parlando con il supervisore var Andrea Gervasoni, anche lui indagato – farebbe riferimento ad un arbitro sgradito. A riportarlo è il Corriere della Sera. Chi sarebbe il direttore di gara? Chi avrebbe espresso la richiesta di non vederlo più in campo? L’inchiesta del pm Maurizio Ascione mira a fare chiarezza sul nuovo caso del calcio italiano, ma “loro” sarebbero l’Inter e il direttore di gara sarebbe appunto Daniele Doveri, direttore di gara “sgradito all’Inter”.

Il designatore di Serie A e B Rocchi è infatti indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva e gli è stato notificato un avviso di garanzia. L’accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e aver scelto direttori di gara “graditi all’Inter”. I fatti al centro dell’indagine si rifanno alla passata stagione: al centro ci sono alcune partite di Serie A (Udinese-Parma e Bologna-Inter), la semifinale di Coppa Italia di ritorno InterMilan e SalernitanaModena di Serie B.

Secondo il Corriere, la frase balzata alle attenzioni – più di altre – è quella in cui Rocchi, riferendosi a Daniele Doveri (arbitro “non gradito” ai nerazzurri) direbbe a Gervasoni: “Loro non lo vogliono più vedere”. Da qui l’ipotetica richiesta di scegliere Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025, per non averlo in un’eventuale finale di Coppa Italia e nelle ultime giornate della Serie A 2024-25, anche se tre giorni dopo era stato designato per dirigere la sfida tra Parma e Inter.

Il “loro” dell’intercettazione non ha consentito però alla procura di identificare con sufficiente attendibilità il riferimento interista: si può però intuire che dal ruolo – da 6 anni club referee manager dell’Inter, cioè dirigente addetto a interloquire con il referente della Commissione arbitri nazionale per i rapporti ufficiali con le società – al nome venuto fuori nella telefonata tra Rocchi e Gervasoni (“Giorgio“), gli inquirenti possano prendere in considerazione, come ragionamento, che si tratti di Giorgio Schenone. Al momento, però, non c’è una prova certa che il soggetto in questione sia lui.

Sono cinque gli indagati certi e altri che sarebbero già inseriti negli atti di un’inchiesta che si sta allargando pian piano a tutto il mondo arbitrale: oltre al designatore Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni (entrambi autosospesi dai rispettivi ruoli), l’assistente Daniele Paterna e altri due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto è che altri assistenti al Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l’identità, così come resta il giallo sulle persone “in concorso” che avrebbero, secondo i capi d’imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali ‘pilotate’ di fischietti che sarebbero stati graditi all’Inter.

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