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Mondiali, allarme ebola: la Nazionale del Congo in isolamento. “Se uno ha dei sintomi, compromette la partecipazione dell’intera squadra”

L'epidemia che ha colpito il Paese ha portato gli Usa a prendere le massime precauzioni. Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca: "Devono mantenere quella bolla o rischiano di non poter viaggiare negli Stati Uniti"
Mondiali, allarme ebola: la Nazionale del Congo in isolamento. “Se uno ha dei sintomi, compromette la partecipazione dell’intera squadra”
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L’allarme ebola si abbatte anche sui Mondiali di calcio che partiranno il prossimo 11 giugno tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il nodo riguarda la partecipazione della Repubblica Democratica del Congo, a causa dell’epidemia che ha colpito il Paese, causando ad oggi oltre 140 morti. La Nazionale africana è già corsa ai ripari annullando il pre-ritiro in programma a Kinshasa e spostando la preparazione in Belgio. Inoltre, tutti i giocatori convocati giocano in Europa e non sono rientrati nel Paese negli ultimi 21 giorni. Queste precauzioni però non hanno escluso del tutto il rischio che il Congo non possa partecipare ai Mondiali.

Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca per i Mondiali, ha spiegato infatti in un’intervista a Espn che la Nazionale del Congo dovrà rimanere in una “bolla” in Belgio. Alla squadra è stato imposto un periodo di autoisolamento di 21 giorni prima di poter entrare negli Stati Uniti: “Devono mantenere quella bolla – ha dichiarato Giuliani – o rischiano di non poter viaggiare negli Stati Uniti. Non potremmo essere più chiari“.

I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti hanno vietato l’ingresso ai cittadini non statunitensi che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti. Una condizione che appunto non riguarda i giocatori della Repubblica Democratica del Congo, che risiedono all’estero e non saranno interessati dalle restrizioni, ora che il ritiro a Kinshasa è stato annullato. Ma esiste un altro rischio.

Giuliani, in questo senso, ha spiegato: “Se ci sono altre persone in arrivo, devono trovarsi in una bolla separata da quella della squadra. Se dovessero arrivare e qualcuno di loro sviluppasse dei sintomi, rischierebbero di compromettere la possibilità dell’intera squadra di partecipare ai Mondiali”. Se dovesse emerge anche un solo caso di ebola all’interno della delegazione, questo potrebbe impedire al Congo di partecipare ai Mondiali, aprendo di fatto nuovi scenari per un possibile ripescaggio. Uno scenario che, come noto, potrebbe rimettere in corsa anche l’Italia.

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