Centinaia di persone domenica 3 maggio sono venute a salutare la Global Sumud Flotilla con una manifestazione sul lungomare di Ierapetra, una cittadina di circa 20mila abitanti che si affaccia sulla costa sudorientale dell’isola greca di Creta. Una trentina di barche dirette a Gaza, quelle che non sono state intercettate nell’operazione condotta dalla Marina israeliana nella notte tra il 29 e il 30 aprile, sono alla fonda qui davanti, in attesa di ripartire quando calerà il forte vento da nord che da due giorni complica la navigazione nell’Egeo e in tutto il Mediterraneo centro-orientale. Striscioni in inglese e in greco per la Palestina e contro il genocidio, ma anche per la liberazione di Saif Abukeshek e Thiago Ávila deportati in Israele dopo il sequestro in alto mare. E un corteo che ha percorso il lungomare e alcune strade del centro dopo una serie di interventi di attivisti greci e di volontari imbarcati e degli equipaggi di terra. “Siamo ancora qui e questa è una sconfitta per l’Iof (le Forze di occupazione israeliane, ndr)”, ha detto al microfono Murii, 32 anni, egiziano con passaporto tedesco, ingegnere meccanico che vive a Barcellona dopo 10 anni in Germania dove ha lavorato anche alla Mercedes Benz, imbarcato su Diablo che è una barca di quelle partite il 15 aprile dalla capitale catalana.
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