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Alessandro Gassmann: “Non si possono cambiare le parole di Bella Ciao, il partigiano non è un qualsiasi essere umano”

Tra memoria storica e attualità globale, la polemica su Bella ciao diventa uno scontro di visioni

di Redazione FqMagazine
Alessandro Gassmann: “Non si possono cambiare le parole di Bella Ciao, il partigiano non è un qualsiasi essere umano”

Dell’’ingenua manomissione delle parole che hanno svuotato, proprio nel passaggio chiave, il senso di Bella Ciao ha scritto Antonello Caporale qui, sulle pagine di FQMagazine.

Ora a dire la sua sulla scelta della cantante ci ha pensato Alessandro Gassmann che ha consegnato ai social la sua opinione: “Non si possono cambiare le parole di ‘Bella ciao’. Hanno un senso ed una importanza che non possono e non devono cambiare. Il partigiano non è un qualsiasi essere umano. È un essere umano che, rischiando e a volte perdendo la propria vita, ti ha ridato la libertà“.

E la replica di Delia alle tante critiche ricevute non si è fatta attendere: “Mentre ci indigniamo per una parola cambiata, da oltre quattro anni in Ucraina muoiono civili che non hanno scelto di combattere. Le decisioni vengono prese, come è stato detto anche da Papa Leone, da una cerchia ristretta di persone che giocano a fare i bulli, incuranti della vita degli altri e spesso guidate da interessi economici”.

Ancora: “Ci indigniamo per una parola cambiata mentre, da settimane, in Iran vengono calpestati diritti fondamentali e migliaia di persone hanno già perso la vita. E troppo spesso questa indignazione non basta a farci reagire davvero, a ricordare che si tratta di esseri umani come noi, con famiglie, figli, genitori: vite spezzate per colpa di pochi, sempre nel nome del denaro. Ci indigniamo per una parola cambiata mentre a Gaza sta avvenendo un vero e proprio genocidio. Questa è la mia posizione: ogni essere umano deve essere rispettato, a prescindere dalla sua origine, dal suo credo e dal suo ruolo sociale. Se una canzone, ottant’anni fa, è stata simbolo di libertà, possiamo esserne fieri. E se oggi può ancora servire a stimolare una riflessione su ciò che accade nel mondo, allora ha senso cantarla. Perché, prima di tutto e sopra tutto, siamo ESSERI UMANI”.

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