Da madre e figlia a madre e figlio. Perché “come voi, riconosciamo l’importanza vitale, unica e preziosa del legame tra madre e figli. Conosciamo il profondo significato di nutrire e proteggere la vita che generiamo“. A firmare la lettera sono l’attrice Ornella Muti e Naike Ravelli, che hanno sottoscritto l’appello di Peta (People for the Ethical Treatment of Animals). Missiva inviata al Gruppo Prada, in particolare a Miuccia, co-direttrice creativa del Gruppo, e al figlio Lorenzo Bertelli, responsabile della Corporate Social Responsibility, per chiedere loro che la società del lusso smetta di usare pelli di animali selvatici per i propri prodotti.
“Il legame tra una madre e la sua prole è profondo e insostituibile, eppure agli animali sfruttati per la loro pelle viene negata ogni possibilità di vivere come dovrebbero”, scrive la coppia madre-figlia. “Gli unici ad avere bisogno della propria pelle sono gli animali stessi. Vi preghiamo di impegnarvi affinché il Gruppo Prada metta al bando l’utilizzo delle pelli selvatiche e si orienti verso pregiati materiali vegani che onorino la vita, l’unità e la pace”.
Peta ha più volte documentato la crudeltà dilagante nei macelli che forniscono pelli di animali all’industria della moda. I lavoratori gonfiano i serpenti vivi con acqua, li colpiscono alla testa con martelli e li tagliano con rasoi; incidono il collo dei coccodrilli e infilano barre di metallo nella loro colonna vertebrale; decapitano lucertole vive con i machete. Un’inchiesta di Peta sulle più grandi aziende al mondo di macellazione di struzzi, ha rivelato che i giovani uccelli vengono stipati su camion e trasportati ai macelli, dove vengono sottoposti a scosse elettriche e sgozzati.
Contemporaneamente Peta fa notare che molte altre importanti case di moda, tra cui Balenciaga, Chanel, Burberry, Diane von Furstenberg, Victoria Beckham, Mulberry e Vivienne Westwood, hanno vietato l’uso di pelli di rettili o altri animali selvatici.
“Tutte le specie sono protettive nei confronti dei loro cuccioli – scrivono Muti e Ravelli – le madri coccodrillo e alligatore sorvegliano con ferocia le loro uova, per poi accompagnare con delicatezza i loro piccoli in acqua. Gli struzzi sono genitori premurosi che si alternano nella cova delle uova, e le femmine di pitone proteggono con cura le loro uova per mesi. Ma negli allevamenti intensivi, come quelli da cui si rifornisce Prada per le pelli di animali selvatici, la realtà è ben diversa. I coccodrilli vengono rinchiusi in minuscole e putride vasche di cemento prima di essere trascinati nei mattatoi, dove barre di metallo vengono conficcate alla base del cranio in modo che la loro pelle possa diventare una borsa o un portafoglio. Gli struzzi possono vivere fino a 40 anni in natura, eppure nell’industria della moda vengono uccisi a solo un anno di età, spesso sotto gli occhi dei loro compagni di branco. Le lucertole vengono decapitate senza pietà. I serpenti vengono inchiodati agli alberi, i loro corpi gonfiati d’acqua e scuoiati vivi, di routine”.
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