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“Ero lì durante il cesareo e sapevo di essere a un passo dalla morte. Volevo solo sentire il pianto di mia figlia, non avevo paura per me”: Hayden Panettiere racconta il parto e il crollo dopo la nascita della figlia

L’attrice ha raccontato il parto d’emergenza nel 2014, la grave emorragia e la depressione post partum

di Redazione FqMagazine
“Ero lì durante il cesareo e sapevo di essere a un passo dalla morte. Volevo solo sentire il pianto di mia figlia, non avevo paura per me”: Hayden Panettiere racconta il parto e il crollo dopo la nascita della figlia
Hayden Panettiere ha raccontato per la prima volta i drammatici momenti vissuti durante la nascita della figlia Kaya, oggi undicenne. L’attrice americana ha spiegato di aver rischiato la vita a causa di una grave emorragia durante il parto cesareo, esperienza che ha poi avuto forti conseguenze anche sulla sua salute mentale. Parlando con E! News durante la promozione del memoir This Is Me: A Reckoning, Panettiere ha ricordato quei momenti: “Ero lì durante il cesareo e sapevo di essere a un passo dalla morte. Ho pensato ‘Dio, ti prego, fammi sentire il pianto di mia figlia’. Voglio solo sapere che sta bene e, se per me è arrivato il momento di andare, allora sono pronta”. L’attrice ha dovuto affrontare sette trasfusioni di sangue e superare anche un’infezione: “Non avevo paura per niente Avrei fatto qualsiasi cosa per assicurarmi che mia figlia stesse bene”.

Durante un’intervista a CBS Mornings con Gayle King, Panettiere è tornata sul parto traumatico: “È stato un parto molto difficile, al punto che ho rischiato di non farcela. E poi è iniziata la depressione post partum. Avevo questa bellissima bambina sana, una vita molto fortunata, eppure non riuscivo in alcun modo a essere felice. Ero così depressa che non riuscivo più a trovare una via d’uscita da quel buio”.

La custodia affidata all’ex compagno

Nel 2018 Panettiere ha affidato la custodia della figlia all’ex compagno Wladimir Klitschko. Kaya oggi vive in Ucraina con il padre, ma l’attrice ha assicurato di avere ancora un rapporto molto forte con lei: “Mi sento fortunatissima ad avere un rapporto così bello con lei. L’altro giorno mi ha chiamata in FaceTime e mi ha detto: ‘Ehi Britney’”. L’attrice ha poi capito che il riferimento era al personaggio Britney Allen, interpretato da lei nel film Bring It On: All or Nothing. “Ho pensato: oddio, ora vuole persino fare le videochiamate con le sue amiche. Adesso sono diventata cool!”.

Le critiche

Negli ultimi giorni l’attrice aveva anche risposto alle accuse di chi sosteneva che avesse “abbandonato” la figlia. Nel podcast On Purpose di Jay Shetty ha chiarito: “L’idea che qualcuno possa pensare che io abbia semplicemente dato via mia figlia e che per me andasse bene è devastante. Non potrebbe essere più lontano dalla verità. Molti pensano che in passato io sia stata costretta a curarmi, ma in realtà sono stata io a cercare aiuto. Ero io quella che diceva disperatamente di aver bisogno di aiuto”.

Nel podcast si è definita una “mamma leonessa”, e ha spiegato che avrebbe “dato fuoco al mondo intero” per sua figlia. Tuttavia, insieme a Klitschko, aveva ritenuto più giusto lasciare Kaya in Europa mentre lei affrontava il percorso di cura: “È stato incredibilmente difficile. Il fatto che mia figlia non fosse con me ogni giorno, non ci sono parole per descriverlo”.

Quando finalmente è riuscita a stare meglio, Kaya aveva ormai costruito una vita stabile in Europa, circondata da amici e famiglia e capace di parlare più lingue. Per questo l’attrice ha deciso di non stravolgere la sua quotidianità: “Ho sentito che sarebbe stato ingiusto ed egoista da parte mia strapparla dalla vita che aveva costruito”. E ha concluso definendola: “Una vita meravigliosa”.

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