Non una vera e propria rivoluzione, ma di certo un riordino normativo che impone ai proprietari di gatti, cani, furetti e volatili domestici una programmazione attenta e anticipata del viaggio con i loro beniamini. Le nuove regole si sono rese necessarie in quanto, con la mobilità crescente dei pet, si sono verificate incongruenze tra i vari paesi membri nell’applicazione delle norme. La Commissione Europea è dunque intervenuta con lo scopo di uniformare la normativa rendendo più rigorosi i controlli al fine di prevenire la diffusione di malattie e zoonosi, lasciando comunque libertà di movimento.
I destinatari
Dalle vacanze pet friendly al trasferimento per lavoro: le nuove regole riguardano tutti gli spostamenti non commerciali, cioè i viaggi non legati ad attività professionali (competizioni, esposizioni, eventi sportivi, vendita…) ma effettuati per motivi personali, ricreativi o familiari. A essere interessati sono cani, gatti, furetti e volatili domestici, ritenuti potenziali vettori di malattie infettive trasmissibili da animale ad animale ma anche all’uomo – le così dette zoonosi, la cui prevenzione è tra le priorità delle politiche sanitarie europee. Mentre cani, gatti e furetti sono equiparati, i volatili domestici sono sottoposti a controlli più rigorosi nell’intento di prevenire la diffusione dell’influenza aviaria. Per questo motivo è stato imposto un limite massimo di cinque esemplari per ogni viaggio. Ecco i punti principali della normativa.
- Identificazione certa dell’animale. Cani, gatti e furetti devono essere identificabili obbligatoriamente tramite un microchip elettronico conforme agli standard europei. In questo modo è possibile risalire in modo certo alla documentazione sanitaria ed effettuare una rapida tracciabilità, evitando così traffici illeciti e anomalie, a tutto vantaggio della sicurezza sanitaria. In alternativa al microchip è ammesso il tatuaggio, ma solo se leggibile ed effettuato prima del 3 luglio 2011.
- Vaccinazione antirabbica valida. Nella gran parte della UE la rabbia non è più un problema, ma la malattia resta un rischio in vari posti nel mondo. Perciò la guardia non viene abbassata, e la copertura vaccinale resta obbligatoria in Europa. Perché sia valida, la vaccinazione va effettuata almeno 21 giorni prima della partenza ed essere riportata nel passaporto.
- Eventuali trattamenti antiparassitari richiesti dal Paese di destinazione. Alcuni stati membri possono richiedere specifici trattamenti antiparassitari. È questo il caso, per esempio, di Finlandia, Malta e Irlanda, considerate ufficialmente indenni da Echinococcus multilocularis, un parassita che può interessare anche l’uomo con forme gravi. Prima dell’accesso nel paese è quindi indispensabile effettuare il trattamento richiesto.
Passaporto europeo per animali da compagnia
Anche se l’accento viene posto principalmente sull’identificazione elettronica, per una maggiore garanzia sui dati sanitari, il passaporto europeo non viene abbandonato ma resta indispensabile per il trasporto di cani, gatti e furetti. Rilasciato dai servizi veterinari della Asl di residenza, riporta l’identità dell’animale, lo stato vaccinale e i trattamenti sanitari. Resta valido per tutta la vita del pet, sempre che sia aggiornato regolarmente con le vaccinazioni. Se l’animale domestico proviene da un paese extra UE è necessario disporre di una certificazione sanitaria conforme agli standard europei.
La programmazione
L’uniformazione normativa europea risulta dunque più rigorosa dal punto di vista sanitario, ma richiede una preparazione del viaggio. Prima di partire è importante verificare che il paese di destinazione non ponga requisiti specifici, come i trattamenti antiparassitari citati. Inoltre è indispensabile controllare che il microchip sia attivo o il tatuaggio leggibile, e rinnovare poi il passaporto sanitario con le vaccinazioni richieste. In questo modo, tutti potranno viaggiare spensieratamente con la certezza di non rischiare né causare problemi sanitari con il proprio pet.