Biennale di Venezia, il ministro Giuli invia gli ispettori alla Fondazione di Buttafuoco dopo l’ok al padiglione della Russia
La Biennale di Venezia sotto la lente del ministero. Sono attesi oggi gli ispettori inviati dal ministro della Cultura Alessandro Giuli a Cà Giustinian per acquisire informazioni in relazione all’allestimento del padiglione russo alla imminente Biennale Arte 2026, la cui vernice si terrà dal 5 all’8 maggio. I funzionari sono attesi in Laguna in queste ore. Alla base dei nuovi controlli la decisione della Giuria internazionale di escludere dai premi Russia e Israele, in quanto guidati da leader “accusati di crimini contro l’umanità“.
I funzionari sono stati mandati alla Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco con l’incarico di fare verifiche e approfondimenti legati alla gestione dell’edizione 2026 dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Saranno inoltre acquisiti nuovi Documenti sulla riapertura del padiglione russo, da settimane al centro di polemiche nazionali e internazionali. Già nelle scorse settimane la Biennale aveva inviato copia della corrispondenza intrattenuta con le autorità di Mosca al Mic, senza che fossero emerse irregolarità nel rispetto del regime sanzionario che vige nei confronti della Russia dopo l’attacco all’Ucraina. Da quelle carte sono stati ricostruiti i contatti operativi per la riapertura del padiglione russo, che la Fondazione ha definito normali interlocuzioni procedurali. Il ministero ha già acquisito le comunicazioni interne tra il presidente Buttafuoco, il direttore generale Andrea Del Mercato e la commissaria del padiglione russo Anastasia Karneeva, che mostrerebbero come il ritorno della Russia fosse stato pianificato già a partire dall’estate 2025. Tra i passaggi, una mail del novembre scorso in cui Karneeva segnalava difficoltà nel rilascio dei visti per il curatore Petr Musoev e chiedeva assistenza per ottenere una lettera d’invito ufficiale. La Russia avrebbe confermato la propria partecipazione già all’inizio dell’anno, presentando il progetto espositivo intitolato “The tree is rooted in the sky”. I materiali per il catalogo sarebbero stati completati entro febbraio.
Non accenna a calare quindi la tensione intorno a uno degli eventi artistici più importanti del mondo, una vetrina che attrae visitatori e operatori culturali da ogni Paese. Con uno scontro frontale tra Giuli e Buttafuoco, che si è allargato e ha coinvolto anche l’Unione europea: la Comissione annunciato l’avvio dell’iter per tagliare i fondi all’istituto lagunare proprio per l’apertura a Mosca. Nei giorni il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in segno di protesta contro la presenza russa ha assicurato che diserterà la cerimonia inaugurale della Biennale Arte. “Da inguaribile ottimista, mi auguro ancora che il ministro Giuli e il presidente Buttafuoco possano darsi la mano durante gli eventi di Biennale. Sarebbe il segnale migliore: le istituzioni che dialogano” ha commentato l’ex governatore e oggi presidente del Consiglio regionale del veneto, Luca Zaia. Secondo Zaia “oggi il tema è capire quale sarà l’esito di questa verifica. Se servirà a fare chiarezza, bene. Ma è importante evitare che questo dibattito si riduca a una contrapposizione, vi sono certamente spazi per una soluzione nel pieno rispetto delle parti. Confido nello standing e nell’intelligenza degli interlocutori istituzionali, a partire dal livello nazionale, affinché si possa trovare una soluzione all’altezza di una rassegna d’arte che ha visibilità globale e che, anche attraverso questo confronto, può rafforzare ulteriormente il proprio ruolo”.