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Caso Paganelli, il tablet della 78enne ha avuto una “interazione umana” tre ore dopo l’omicidio. Confronto in Aula tra Bianchi e la testimone della difesa

Mistero sul dispositivo elettronico della vittima. Intanto una testimone accusa la nuora: "Mi ha detto di aver mentito". Ma lei nega
Caso Paganelli, il tablet della 78enne ha avuto una “interazione umana” tre ore dopo l’omicidio. Confronto in Aula tra Bianchi e la testimone della difesa
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Qualcuno ha toccato il tablet di Pierina Paganelli, spostandolo, ore dopo l’omicidio della donna di 78 anni avvenuto il 3 ottobre del 2023 nel garage di via del Ciclamino, a Rimini. Lo ha rivelato in Corte d’assise, rispondendo ad una domanda della presidente Fiorella Casadei, il maresciallo dei carabinieri Francesco Lobefaro, consulente della Procura incaricato di accertamenti tecnici sui dispositivi informatici e cioè sui cellulari dell’imputato Louis Dassilva e della moglie, Valeria Bartolucci, e sul tablet della vittima.

Secondo gli accertamenti tecnici, infatti, il dispositivo fu acceso tre ore dopo la morte, all’1.23 del 4 ottobre: lo schermo si è acceso perché qualcuno, secondo Lobefaro, lo ha toccato. Un’accensione “riconducibile sicuramente a una interazione umana”, ha specificato il maresciallo. Il tablet sarebbe quindi stato spostato prima di essere ritrovato dalla polizia scientifica nel luogo del delitto, avvenuto precisamente tra le ore 22.13.32 e 22.13.42 del 3 ottobre. Qualcuno quindi si trovava sulla scena del crimine tre ore dopo il delitto, avendo anche un’interazione con gli effetti personali di Paganelli, ritrovata con la gonna tagliata fino alla vita. Il tablet al momento dell’aggressione, secondo la ricostruzione, era con la vittima: cadde dalla borsa e sopra vennero riscontrate tracce di sangue. Poi il dispositivo venne toccato e rimesso a posto all’1.23 di notte. Meno di dieci minuti dopo, all’1.35, secondo la consulenza di Lobefaro, il cellulare di Dassilva ha registrato dei passi.

Secondo il pm Daniele Paci, questo dettaglio dimostrerebbe che Dassilva, unico indagato per l’omicidio, a quell’ora era in movimento.

Intanto Manuela Bianchi, nuora della vittima, è stata convocata immediatamente a testimoniare dopo una deposizione controversa di Romina Sebastiani, sua amica. Secondo Sebastiani, Bianchi le avrebbe detto di aver mentito al gip durante l’incidente probatorio quando raccontò di aver incontrato Dassilva nel garage di via del Ciclamino la mattina del 4 ottobre 2023, prima del rinvenimento del cadavere. Un dettaglio non trascurabile che portò la Procura ad accusare l’imputato. “Era il 15 aprile del 2025, eravamo a casa di Manuela e lei mi disse ‘ti rendi conto che Louis è in carcere per colpa mia’”. Bianchi, secondo l’amica Sebastiani, mentre a voce alta riconfermava le accuse verso Dassilva, con il labiale indicava all’amica che non era vero, perché, ha spiegato la testimone, la nuora Bianchi temeva di essere intercettate. Nel corso della deposizione Sebastiani ha raccontato che il 5 maggio 2025 Manuela Bianchi le aveva detto che il capo della squadra mobile l’aveva indotta a raccontare quanto accaduto la mattina del ritrovamento del cadavere. E in un successivo incontro Bianchi aveva detto che invece era stato il pubblico ministero. Nel controinterrogatorio, il pm Daniele Paci ha letto alcuni messaggi inviati a se stessa dalla testimone in cui diceva “di non sapere ciò che era vero. Forse ho capito male”. Poi la Procura ha fatto riferimento ad un disturbo diagnosticato di borderline confermato dalla testimone.

Bianchi, convocata d’urgenza dalla Corte, legata da una relazione extraconiugale con Dassilva, ha smentito le accuse dell’amica, parlando di dichiarazioni che l’hanno “sconvolta”. Le due donne sedute una di fianco all’altra sono state chiamate a rispondere di quanto accaduto il 15 aprile, il 5 maggio 2025 e il 16 gennaio 2026. Ed entrambe hanno confermato quanto già sostenuto in precedenza. Da una parte Sebastiani ha ribadito che la Bianchi avrebbe detto di essere stata indotta a dire di aver visto Dassilva in garage, mentre Bianchi ha continuato a smentire. L’udienza è stata quindi rinviata al 18 maggio 2026 con chiusura istruttoria e conclusioni del pubblico ministero. Il 25 maggio toccherà alle difese.

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