“Salutami Meghan”. Questa è la versione “gentile” del messaggio ad alto tasso di ironia che Donald Trump ha rivolto al principe Harry in risposta al suo intervento in Ucraina nel quale invitava la leadership americana “ad onorare i suoi obblighi nei confronti della guerra”. In realtà, l’accorato discorso che il figlio ribelle di re Carlo III ha tenuto durante una visita a sorpresa a Kiev ha toccato nel vivo la “sensibilità” del presidente americano che, interpellato sulla questione, ha messo i puntini sulle “i” “Io so una cosa per certo – ha detto Trump – Harry non parla per conto del Regno Unito. Questo è sicuro”. Non solo, tenendo il punto davanti ai cronisti, ha anche aggiunto: “Io parlo per il Regno Unito più di Harry”.
Nelle relazioni diplomatiche tra i due alleati storici, che negli ultimi tempi sono diventate sempre più complesse e scivolose, ora arriva anche il secondogenito di Carlo III a mettere un carico e lo fa proprio mentre il sovrano sta preparando le valige per Washington.
Dopo aver trascorso quattro giorni in Australia insieme a Meghan in una specie di Royal Tour, che di certo non avrà fatto felice la corona, Harry è partito per l’Ucraina dove è arrivato martedì. Accolto con calore alla stazione di Kiev, ha preso la parola al Kiev Security Forum per dire la sua sul conflitto, parlando “come un soldato che sa cosa significa il servizio svolto dall’arma” e parlando come “un filantropo che ha visto il costo in vite umane della guerra”.
In quella che è la terza visita nel paese condotta negli ultimi anni, il principe ha voluto chiarire di non essere “un politico”, ma di fatto, le sue parole erano rivolte ai politici, Trump in primis. “La leadership americana – ha scandito – deve onorare i suoi obblighi sanciti dai trattati internazionali”, e chiaramente in queste parole ci sono un nome ed un cognome. Il presidente, dal canto suo, ha scelto la carta dell’ironia per rispondere spiegando di “apprezzare molto il consiglio”.
Poi, in un guizzo, Trump ha cambiato campo e ha toccato Harry sul personale: “Come sta? – ha chiesto – Come sta sua moglie? Per favore salutatemela”. I rapporti tra questa amministrazione ed il principe che ha scelto di andare a vivere in California non sono mai stati idilliaci e Meghan Markle ha sempre rappresentato un elemento di conflittualità.
La corona non ha mai consentito ai suoi membri di fare politica o esprimere alcun parere sulla materia. La sopravvivenza della monarchia è strettamente legata alla sua capacità di tenersi lontana da ogni opinione, ma i duchi del Sussex, la duchessa in particolare, non appena trasferiti negli Stati Uniti, avevano lasciato emergere le loro preferenze e l’ex attrice aveva palesato le sue simpatie per il Partito Democratico.
La storia aveva poi insegnato alla coppia che era meglio tenersi lontani da temi così delicati, ma Donald Trump non ha mai dimenticato, anzi, ha sempre usato la richiesta di Harry del visto per poter restare in America come uno spauracchio, forte del fatto che le dichiarazioni rese nel libro biografico Il Minore, dove confessava di aver fatto un uso di droghe in passato, erano un problema serio per la legge americana sull’immigrazione.
Qualcuno sospetta anche che a calmare le acque ci si sia messo re Carlo III che, approfittando della sua influenza su Trump, avrebbe fatto arrivare una richiesta di “benevolenza” nei confronti del figlio ribelle. Ma Harry, noncurante della delicatezza della sua stessa posizione e spinto dal desiderio di sostenere la causa ucraina, ha deciso di fare di testa sua e violare la regola d’oro della corona, un’altra volta.
“In gioco ci sono i principi che costituiscono il fondamento della nostra democrazia comune” ha chiarito a Kiev, usando termini che sanno assolutamente di politica e sottolineando che quanto sta accadendo in Ucraina “non è solamente una guerra per quel territorio. È una guerra sui valori. Sulla sovranità. Sul fatto che i principi su cui si fonda la nostra democrazia comune abbiano ancora un senso”.
Da qui la chiamata in causa, diretta, degli Stati Uniti, in un discorso senza precedenti per un membro della famiglia reale britannica. L’America, secondo Harry, non può stare a guardare, “non solo per la sua potenza, ma anche perché, quando l’Ucraina rinunciò alle armi nucleari, gli Stati Uniti contribuirono a garantire il rispetto della sovranità e dei confini dell’Ucraina”.
Dopo aver evocato il genocidio: “Esistono prove sempre più numerose e documentate di crimini di guerra sistematici, tra cui il trasferimento coatto di minori”, ne ha avute anche per la Russia. Rivolgendosi al presidente Putin, Harry ha quindi aggiunto: “C’è ancora un’occasione, oggi, per fermare questa guerra, per evitare ulteriori sofferenze sia agli ucraini che ai russi e per scegliere una strada diversa”.
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