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“Berlusconi ci portava costosi regali, io mi chiudevo in camerino per evitarlo. Meloni più furba che intelligente, lavorare con Zalone? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”: così Leo Gullotta

In unintervista al settimanale Oggi, l'attore siciliano parla della sua carriera e della politica, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa

di Giuseppe Candela
“Berlusconi ci portava costosi regali, io mi chiudevo in camerino per evitarlo. Meloni più furba che intelligente, lavorare con Zalone? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”: così Leo Gullotta

“Ho avuto una vita da favola, desidero soltanto continuare a recitare fino alla fine. Ignoro quanto tempo mi resti, non voglio sprecarne un minuto”, ha confidato Leo Gullotta al settimanale “Oggi” ripercorrendo la sua lunga carriera che dura ormai da 65 anni. L’attore, che ha compiuto 80 anni lo scorso 9 gennaio, non ha nascosto le sue idee politiche: “Non ho mai mascherato la mia simpatia per la sinistra. Credo tuttavia sia un dato oggettivo lo scempio umano e del diritto internazionale al quale assistiamo, ammutoliti e spaventati. La speranza è che qualcuno blocchi Donald Trump, ha problemi clinici evidenti”.

Ribadendo nuovamente la sua mancata stima verso la Premier: “Giorgia Meloni non mi piace. Mi pare sia più furba che intelligente. Si è legata mani e piedi a quel pazzo di Trump. E rischiamo di pagarne le conseguenze. Temo arretramenti anche sul fronte dei diritti civili. L’Italia ha compiuto passi in avanti, però è indietro rispetto alle nazioni evolute. In passato sono stato censurato. La mia omosessualità mi ha impedito di interpretare don Puglisi nella fiction sul prete palermitano. Dobbiamo lottare affinché ingiustizie del genere non succedano più. Per questo occorre un personale politico con maggiore spessore”, ha dichiarato al settimanale diretto da Andrea Biavardi.

Successi al cinema e sul piccolo schermo ma anche il legame storico con il Bagaglino: “Arrivammo ad avere 14 milioni di telespettatori, venivano tutti i politici e tutti cercavano di essere spiritosi. I risultati erano penosi. L’unico che se la cavava con le battute era Giulio Andreotti ma non coltivo alcun rimpianto per la sua azione politica. Sarebbe stato meglio se avesse fatto il barzellettiere”. Gullotta non sembra risparmiare nemmeno Silvio Berlusconi: “Quando il Bagaglino passò dalla Rai a Canale 5 il Cavaliere prese l’abitudine di venire a trovarci. Portava costosi regali. Io mi chiudevo in camerino per evitarlo“.

Per anni ha vestito i panni della Signora Leonida: “Non rinnego la ventennale partecipazione al programma di Pingitore (…) Per non essere imprigionati dal successo, bisogna intraprendere strade nuove e abbandonare le vecchie. La ventilata riproposizione del Bagaglino non avrebbe senso, io non ci sarei”, ha spiegato Gullotta. La sua vita privata è nota, nel 2019 ha sposato lo storico compagno Fabio Grossi a cui è legato da 46 anni: “Unico cruccio della sua vita? Non aver recitato con Alberto Sordi. Lo veneravo. Lavorare con Checco Zalone? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, ha concluso.

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