Viaggi

Molise, viaggio nella regione che “non esiste”: da Trivento ad Agnone, tra olio, campane e Tintilia. La nostra guida in una terra che resiste, tra borghi sospesi e antichi saperi

Dalle antiche fonderie di Agnone alle serre idroponiche di Vinchiaturo: un itinerario tra borghi di pietra, sapori d'oro verde e l'orgoglio di una terra che non è un'invenzione, ma una scoperta continua

Testo di Rita Bossi
Molise, viaggio nella regione che “non esiste”: da Trivento ad Agnone, tra olio, campane e Tintilia. La nostra guida in una terra che resiste, tra borghi sospesi e antichi saperi

Il Molise non è un’invenzione cartografica, né un semplice intervallo geografico tra le dorsali appenniniche e l’Adriatico. È, al contrario, una resistenza culturale. Un viaggio in questa regione non è una sequenza di tappe, ma un’immersione in un palinsesto di storie stratificate, dove la pietra dei borghi dialoga con l’acciaio delle moderne serre e l’odore del bronzo fuso si mescola a quello del mosto di Tintilia.

Il risveglio dei borghi: Trivento e la sacralità dell’olio

Il nostro itinerario parte da Trivento, un borgo che sembra scivolare dolcemente lungo il crinale di una collina. Il centro storico è un labirinto di vicoli che culmina nella maestosa Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore. Scendere nella sua cripta, sostenuta da colonne romane di recupero, significa toccare con mano le radici del cristianesimo e della resilienza molisana. A pochi chilometri, la storia si fa liquida. Presso l’Oleificio Storico Pavone, l’estrazione dell’olio non è solo un processo industriale, ma una forma di tutela della biodiversità. Passeggiando tra le macine, si comprende come l’oliva autoctona non produca solo un condimento, ma un vero e proprio “oro verde” che conserva in sé il carattere minerale di questa terra.

Spostandoci verso la provincia di Isernia, si raggiunge Montaquila, ed è di rigore la sosta dai Fornai Ricci, passaggio obbligato per chiunque voglia comprendere l’evoluzione dell’arte bianca. Qui, la famiglia Ricci ha saputo trasformare un forno di paese in un laboratorio di eccellenza nazionale. Durante la degustazione della loro celebre colomba di Pasqua, la sofficità dell’impasto e la selezione maniacale delle materie prime – dai canditi naturali al burro di alta qualità – raccontano di una dedizione che non accetta compromessi. È una pasticceria che sa di casa.

Proseguiamo sulla strada che si inerpica verso Agnone, la città delle campane. Entrare nella Pontificia Fonderia Marinelli è un’esperienza quasi mistica. È la fonderia più antica del mondo ancora in attività, dove la tecnica della cera persa è rimasta immutata dal Medioevo. Vedere i maestri campanari all’opera, circondati da stampi in argilla e fumo, fa percepire il peso della storia. Ogni campana che nasce qui porta con sé un rintocco unico, destinato a risuonare nelle piazze di tutto il mondo, portando un pezzetto di Molise nel cuore della cristianità e oltre.

Procediamo verso la provincia di Campobasso, per arrivare a Cercepiccola. Il suo borgo antico, con la caratteristica conformazione ad anello, invita alla lentezza. È un luogo dove il silenzio è interrotto solo dal vento che soffia tra le pietre calcaree. Poco distante, a San Giuliano del Sannio, la storia si trasforma in evento. Il centro storico, perfettamente conservato, è il teatro di una delle tradizioni più suggestive del Sud Italia: quella dei Fucilieri di San Nicola. Visitando il museo dedicato, si scopre l’essenza di questo rito che vede gli abitanti del paese, armati di antichi tromboni a polvere nera, sfilare in onore del Santo Patrono. A Vinchiaturo, è interessante visitare le avveniristiche serre idroponiche, dove la tecnologia permette di coltivare con un risparmio idrico estremo, garantendo prodotti di una purezza organolettica rara. Questa capacità di innovare in un contesto rurale è la chiave della rinascita regionale. Tappa per una degustazione presso il Casale Rosa, una struttura che incarna perfettamente il concetto di ospitalità rurale moderna, dove i sapori dell’orto incontrano una cucina schietta e generosa.

Il panorama cambia drasticamente quando raggiungiamo Civita Superiore di Boiano. Il borgo antico, appollaiato su un picco roccioso, domina la piana del Biferno. Camminare tra i resti della rocca sannita e le case in pietra restaurate regala un senso di vertigine e pace. È qui che si comprende la posizione strategica del Molise, terra di passaggio e di vedette, di pastori e di guerrieri.

Il viaggio non può dirsi completo senza aver affrontato i sapori forti della zona costiera e collinare. A Montenero di Bisaccia, l’azienda Il Quadrifoglio ci ha aperto le porte del tempio dei salumi. La ventricina, con il suo peperoncino e il taglio a punta di coltello, è un’esplosione di carattere, accompagnata da un calice di Tintilia, il vino rosso autoctono fiero e speziato, rappresenta il matrimonio perfetto tra la forza della terra e la sapienza dell’uomo. Infine, il mare. Termoli ci accoglie con il suo profilo murato che sfida l’Adriatico. La Residenza Sveva, situata nel cuore del borgo vecchio, offre l’emozione di dormire tra mura cariche di storia, con il rumore delle onde in sottofondo. Le serate sono state un crescendo gastronomico a Casa Tornola, dove la raffinatezza degli interni si sposa con piatti che reinterpretano il pescato locale con eleganza moderna, il ristorante Salsedine, un’esplosione di freschezza, dove il pesce sembra saltare direttamente dalla rete alla tavola, il ristorante Svevia, il punto d’incontro tra alta cucina e tradizione marinara, una firma d’autore sul palato che chiude in bellezza questo itinerario.

Il Molise è una terra densa di sapori che non si dimenticano, densa di mani che lavorano il ferro, il bronzo e la farina, densa di sguardi orgogliosi. Che chiede di essere ascoltata con attenzione e gustata con lentezza. Perché, alla fine, il vero lusso oggi non è la velocità, ma la scoperta di un luogo che ha ancora il coraggio di essere se stesso.

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