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Ultimo aggiornamento: 19:31

Educazione sessuo-affettiva nelle scuole, protesta contro Valditara: “Ddl sul consenso informato mette il bavaglio alla libertà di insegnamento”

"Ci accusano di voler introdurre la spiegazione del sesso penetrativo ai bambini di pochi anni, questo non è assolutamente vero"
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“Consenso negato, sì all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole”. È quello che si legge sui cartelli, appesi un po’ ovunque in piazza Vidoni a pochi passi dal Senato. È qui infatti che diverse associazioni, come Italy Needs Sex Education, Meglio a Colori ed Educare alle Differenze si sono date appuntamento per dire no al Ddl Valditara sul consenso informato che regola l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

La discussione sul disegno di legge sarebbe dovuta infatti ricominciare mercoledì 22 aprile in Senato, dopo l’approvazione alla Camera avvenuta lo scorso dicembre, mentre in mattinata la seduta per il voto è stata rinviata.

“Noi pensiamo che questa legge metta il bavaglio alla libertà di insegnamento – spiega Monica Pasquino, presidente di Educare alle Differenze – chiedere il consenso alle famiglie introduce il dubbio che qualcosa non vada, che non sia una cosa giusta da fare ed invece educare alle relazioni è un dovere della scuola pubblica.”

In piazza, oltre a diverse esponenti politiche come Marilena Grassadonia e Ilaria Cucchi di Avs e Cecilia D’Elia del Partito democratico, erano presenti, oltre alle promotrici dell’evento, molte realtà come ActionAid Italia, l’Unione degli Studenti, Lucha y Siesta, la Casa internazionale delle donne, le Famiglie Arcobaleno e Gay Net.

“L’italia è uno dei pochi paesi in Unione europea che non ha una legge uniforme sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole – dice Rosario Coco, presidente di Gay Net – noi pretendiamo che il Paese si allinei agli standard definiti dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e che ci sia un protocollo nelle scuole di ogni ordine e grado.”

A questo proposito Lou MS. Femme di Italy Needs Sex Education spiega che negli istituti italiani, ci vorrebbe “l’educazione sessuo-affettiva comprensiva”. “Spesso ci accusano di voler introdurre la spiegazione del sesso penetrativo ai bambini di pochi anni – dichiara Lou MS. Femme – questo non è assolutamente vero, noi ci basiamo su dei modelli adottati già da decenni come quello svedese o olandese. Si inizia dalla scuola primaria, con l’insegnamento del rispetto del corpo altrui e delle proprie emozioni, mentre durante l’adolescenza ci si focalizza sui cambiamenti che possono avvenire nel proprio corpo e nell’interazione con il corpo dell’altro. Ci sono quindi delle fasi specifiche legate all’età ed è un modo che aiuta a prevenire nelle relazioni delle dinamiche che possono essere violente”.

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