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Accesso a medicina, i posti aumentano ma nelle private (dove non vale il semestre filtro) corrono quasi il doppio

L'ultimo incremento è stato reso noto giovedì dal ministero dell’Università e della Ricerca. Complessivamente, per l’anno accademico 2026/27, i posti sono 30.225: 6.730 per gli atenei non statali e 23.495 per le università pubbliche
Accesso a medicina, i posti aumentano ma nelle private (dove non vale il semestre filtro) corrono quasi il doppio
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Oltre 30mila immatricolazioni disponibili. La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, lo aveva annunciato fin dal suo insediamento: i posti a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria sarebbero aumentati. E così è stato. In barba a quanto denunciato dalle associazioni di categoria, secondo le quali un incremento eccessivo avrà come unico risultato concreto quello di creare in futuro una pletora medica. I nuovi iscritti saranno pronti solo tra dieci anni e non andranno a risolvere la drammatica carenza di personale che osserviamo oggi in determinate specializzazioni, come l’emergenza-urgenza. Secondo le stime dei sindacati, infatti, a partire dal 2032 saranno decine di migliaia i medici in esubero rispetto al fabbisogno del Servizio sanitario nazionale. E poi c’è un altro aspetto: l’aumento dei posti disponibili procede a un ritmo diverso nelle università statali, dove dall’anno scorso è attivo il famigerato – e tanto criticato – semestre filtro aperto, e in quelle non statali, nelle quali si continua a sostenere un test di ammissione autonomo. Per la precisione, i posti disponibili nelle private crescono quasi al doppio della velocità.

L’ultimo incremento è stato reso noto giovedì dal ministero dell’Università e della Ricerca. Complessivamente, per l’anno accademico 2026/27, i posti sono 30.225, di cui 23.495 destinati alle università statali e 6.730 agli atenei non statali. Rispetto allo scorso anno accademico l’offerta formativa aumenta di oltre 3mila posti. Nello specifico sono 27.001 i posti per Medicina, 1.825 per Odontoiatria e 1.399 per Veterinaria. Mentre gli iscritti al semestre aperto sono 62.200 (per la maggior parte studentesse, circa il 72%), di cui oltre 52.300 a corsi Medicina e Chirurgia, 4.300 in Odontoiatria e 5.550 in Veterinaria. Decine di migliaia di studenti, dunque, rimarranno esclusi alla fine del semestre filtro e dovranno eventualmente ripiegare sui corsi affini.

Anche quest’anno, infatti, l’accesso ai corsi statali avverrà secondo il modello voluto dalla riforma Bernini. Gli studenti potranno iscriversi liberamente e frequentare il primo semestre, seguendo i tre insegnamenti comuni di Chimica, Fisica e Biologia, per un totale di 18 crediti formativi universitari. Le attività didattiche prenderanno il via il primo settembre e si concluderanno almeno dieci giorni prima del primo appello d’esame, in programma il 10 dicembre. Il secondo appello si terrà l’11 gennaio 2027. Sulla base dei risultati conseguiti sarà predisposta una graduatoria nazionale, che consentirà l’immatricolazione definitiva ai corsi di laurea nelle sedi indicate dagli studenti al momento dell’iscrizione. Il Mur sottolinea che “con la riforma del semestre aperto, nell’anno accademico 2026/2027, secondo anno di applicazione del nuovo modello di accesso, i posti disponibili per Medicina sono passati da circa 24mila a 27mila. Di questi, poco meno di 21mila in università statali. L’incremento – prosegue la nota del ministero – si è inserito in un percorso avviato da Bernini, che ha progressivamente ampliato l’offerta formativa con oltre 11mila posti in più dall’anno accademico 2022/2023 ad oggi”.

Ma come sono stati distribuiti questi nuovi posti? Secondo un’elaborazione sui contingenti ufficiali del ministero, nell’arco di due anni, le università pubbliche hanno ottenuto un incremento del 23,3%, mentre nelle non statali l’aumento è stato pari al 41,1%: quasi il doppio in termini percentuali. Il confronto comprende tutti e tre i corsi di laurea e anche i posti dei corsi erogati in lingua inglese. Un dato che va pesato considerando che le università private non adottano il semestre filtro per i corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Per accedere agli atenei non statali, oltre al pagamento di una retta decisamente superiore a quella pubblica, si continua a sostenere un test di ammissione autonomo, gestito direttamente dalla singola università privata con calendari propri. Elemento su cui puntano molto nel mercato della preparazione ai test, come si può notare navigando sui social. “Lo sai che le Università Private non hanno il semestre filtro di Medicina?”, si legge in un annuncio. “Per accedere dovrai superare un solo test – prosegue -. E sai che vuol dire? Che puoi entrare a Medicina mentre fai la quinta superiore, superare il test prima della maturità e poi goderti l’estate con il tuo posto assicurato. Nel frattempo i tuoi compagni di classe per la statale dovranno aspettare di fare gli esami del semestre filtro e rischiano di essere esclusi a gennaio. Quindi perché perdere questa occasione?“, conclude l’annuncio.

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