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“Sono cresciuto in un ambiente in cui tutti erano indebitati, nessuno stava bene economicamente. Ho vissuto in macchina prima del successo e il ring mi manca”: così John Cena

Dal passato in una Lincoln del ’91 alla collaborazione con una banca: il racconto di un’infanzia tra debiti e riscatto, fino alla nuova vita lontano dal ring

di Redazione FqMagazine
“Sono cresciuto in un ambiente in cui tutti erano indebitati, nessuno stava bene economicamente. Ho vissuto in macchina prima del successo e il ring mi manca”: così John Cena

Ha presentato il WrestleMania 42, un evento Netflix che si è tenuto all’Allegiant Stadium di Las Vegas il 18 e 19 aprile. E lui, John Cena, di wrestling se ne intende perché è uno dei volti più iconici dell’intrattenimento sportivo targato WWE. Il 48enne ha raccontato a People della sua decisione di diventare testimonial di un servizio bancario: “Sono cresciuto in un ambiente in cui tutti erano indebitati, nessuno stava bene economicamente e nessuno insegnava niente a nessuno”. Cena non dimentica il passato in cui ha vissuto in auto (“una Lincoln Continental del ’91”) e nemmeno di essere stato vicino alla sua famiglia una volta raggiunto il successo: “Ho quattro fratelli: ho aiutato tre di loro con l’educazione finanziaria. Ho aiutato mia madre, un po’ mio padre, mio cugino… in realtà facevo già queste cose nel mio tempo libero”, le parole a proposito della sua collaborazione con un servizio bancario.

“I drink della sera sono piccoli lussi che ci concediamo”

Anche se gli manca il ring, come ha ammesso, l’addio al wrestling gli permette di stare di più con sua moglie Shay Shariatzadeh: “Cerchiamo di iniziare la giornata con un caffè per parlare dei nostri programmi e magari riflettere. Scriviamo, parliamo, e alla fine della giornata cerchiamo di ritagliarci delle serate insieme con un drink o una bottiglia di vino da condividere: è un modo per stimolare la conversazione. Direi che questi caffè o i drink della sera sono piccoli lussi che ci concediamo, ma il ritorno è enorme, perché mi permettono di creare una connessione più profonda con le persone che amo. Abbiamo vissuto mattine e serate davvero bellissime attorno al tavolo”.

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