Viaggi

Arrivano le “cuccette” per dormire in economy durante i lunghi viaggi in aereo: la novità da maggio 2026, ecco quanto costa e come funziona

La compagnia neozelandese introduce sei capsule letto tra economy e premium economy: il sonno si prenota a slot e si paga separatamente dal biglietto

Testo di Redazione FqMagazine
Arrivano le “cuccette” per dormire in economy durante i lunghi viaggi in aereo: la novità da maggio 2026, ecco quanto costa e come funziona

Dormire in economy, ma non per tutti e non per tutto il viaggio. È la nuova proposta di Air New Zealand, che punta a introdurre sui voli a lungo raggio delle vere e proprie cabine letto a castello dedicate ai passeggeri della classe economica. Un’idea che la compagnia porta avanti dal 2020 e che ora, secondo quanto comunicato ufficialmente, dovrebbe diventare realtà a partire dal 2026 su alcuni Boeing 787-9 Dreamliner. Il prodotto si chiama Economy Skynest e consiste in sei capsule letto disposte in configurazione verticale, tra la classe economy e la premium economy. Non si tratta quindi di una nuova classe di viaggio, ma di un servizio aggiuntivo a pagamento: chi vola in economy (o premium economy) può prenotare una “sessione” di riposo separata dal proprio posto.

Il costo indicativo è di circa 495 dollari neozelandesi per quattro ore, cioè intorno ai 250 euro, a seconda del cambio. L’accesso non è illimitato: ogni passeggero può prenotare una finestra temporale di circa quattro ore, pensata per seguire i cicli naturali del sonno. Inizialmente, su ogni volo saranno disponibili due sessioni. Le capsule, secondo la descrizione della compagnia, includono materasso a lunghezza intera, biancheria, illuminazione regolabile, ventilazione, prese di ricarica e una tenda per la privacy. A bordo viene fornito anche un kit per il riposo con mascherina, tappi per le orecchie e calze.

Tra marketing e limiti operativi

Dal punto di vista della compagnia, l’operazione viene presentata come una risposta alla durata sempre più estrema dei voli intercontinentali da e per la Nuova Zelanda, un Paese che si trova tra le destinazioni più lontane al mondo dai principali hub globali. L’argomentazione è anche economica: il turismo rappresenta un settore chiave e la disponibilità dei passeggeri a sostenere viaggi di oltre 15-17 ore è considerata un fattore decisivo.

Air New Zealand sottolinea inoltre che il progetto è stato testato su oltre 200 clienti e si inserisce in una tradizione di “innovazioni” già sperimentate dalla compagnia, come il cosiddetto Skycouch, che consente di trasformare tre sedili economy in una sorta di letto. Resta però il punto centrale: si tratta di un servizio accessorio, non di un cambiamento della classe economy. Il posto letto va acquistato a parte e per un tempo limitato, in un contesto in cui la maggior parte dei passeggeri continuerà a volare seduta, come sempre.

@itvnews Air New Zealand is adding bunk beds to some of its planes. From May, passengers can book four-hour sleep sessions as an extra for flights later taking place later this year. The service is for over 15-year-olds, you can’t ‘double-bunk’ or take any snacks into the pods. #travel #airnewzealand #plane #newzealand ♬ original sound – ITV News
Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione