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Fbi, il direttore Kash Patel tra accuse di alcolismo e paranoia: la sfuriata dopo il blocco del pc. Ora rischia il licenziamento

Lo ha rivelato un'inchiesta del The Atlantic. Il fatto, come raccontano diversi testimoni, risale al 10 aprile. Il direttore ha telefonato a molti collaboratori per annunciare il licenziamento facendo arrivare la notizia fino al Congresso. In passato già era stato coinvolto in altri scandali
Fbi, il direttore Kash Patel tra accuse di alcolismo e paranoia: la sfuriata dopo il blocco del pc. Ora rischia il licenziamento
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Un paranoico, ossessionato dal futuro della propria carriera, con problemi di alcol e spesso assente. È il profilo del direttore dell’Fbi, Kash Patel, tracciato dalla rivista The Atlantic, che ha rivelato con un’inchiesta l’ennesimo scandalo provocato dal capo della polizia federale americana. Il fatto risale al 10 aprile quando Patel non è riuscito, per un errore informatico risolto poco dopo, ad accedere al proprio computer. Da lì una crisi di panico e un caso di sicurezza nazionale per cui ora rischia il licenziamento. Sia Patel che la Casa Bianca però respingono le accuse, definendole prive di fondamento e basate su fonti anonime.

Come spiega la rivista statunitense, almeno nove fonti vicine alla Federal Bureau of Investigation hanno raccontato la sfuriata di Patel. Dopo non essere riuscito ad accedere al suo pc, il direttore si è convinto di essere stato rimosso dall’incarico senza preavviso. A quel punto ha cominciato a chiamare senza sosta i collaboratori e i colleghi per annunciare il proprio licenziamento. Il clamore e il panico generato dal direttore dell’agenzia federale è stato tale da arrivare fino al Congresso.

Patel dirige l’Fbi dal febbraio 2025, un ruolo che pone sotto il suo controllo circa 40mila dipendenti. L’uomo descritto dal The Atlantic però non sembra in grado di gestire la sicurezza interna del proprio Paese. Secondo molti testimoni, l’abuso di alcol, le assenze ingiustificate e la paranoia sarebbero aumentate dopo che la Casa Bianca ha licenziato a inizio aprile l’ormai ex procuratrice generale Pam Bondi, per la sua gestione del caso Epstein. Sempre le fonti interne all’Fbi raccontano di un uomo propenso a “trarre conclusioni prima ancora di avere a disposizione le prove”, minando la credibilità delle indagini federali. Un alto funzionario dell’agenzia ha confermato al The Atlantic che i vertici di Washington stanno “solo aspettando la parola definitiva” del presidente Donald Trump per cambiare direttore.

La lista di errori e scandali di Patel è molto lunga. L’ultima a fine marzo, quando alcuni hacker iraniani del gruppo Handala Hack Team hanno violato la sua casella di posta personale. I criminali informatici, considerati legati al Ministero dell’Intelligence dell’Iran (MOIS), hanno rubato a Patel un campione di circa 300 email. Anche se l’agenzia ha assicurato che i dati coinvolti “non contenevano informazioni governative”, il gruppo di hacker ha pubblicato diverse foto private di Patel online, tra cui alcune che lo ritraggono davanti allo specchio con una bottiglia di rum.

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