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“Le hanno detto che avevo bisogno di soldi, per salvare me si è fidata e ha dato 5 mila euro a una sconosciuta”: Marco Morandi denuncia la truffa ai danni della mamma Laura Efrikian

Una telefonata che finge un’emergenza familiare, la richiesta urgente di denaro e una rete organizzata: così la madre di Marco Morandi è caduta in una truffa sempre più diffusa

di Redazione FqMagazine
“Le hanno detto che avevo bisogno di soldi, per salvare me si è fidata e ha dato 5 mila euro a una sconosciuta”: Marco Morandi denuncia la truffa ai danni della mamma Laura Efrikian

Sempre più spesso le truffe telefoniche non puntano solo al denaro, ma alla leva più immediata e potente: la paura per un familiare. È il meccanismo dietro l’episodio raccontato da Marco Morandi a La Volta Buona, il programma condotto da Caterina Balivo che ha coinvolto sua madre, l’attrice Laura Efrikian: “Le hanno telefonato usando il nome di uno dei miei figli, Jacopo, dicendo che io avevo bisogno di soldi”, ha spiegato Morandi in trasmissione, ricostruendo il raggiro.

Secondo quanto raccontato, qualcuno ha contattato la donna fingendo un’emergenza che riguardava il figlio, e ha creato una situazione di urgenza tale da impedire qualsiasi verifica. In casa c’erano circa 5.000 euro, messi da parte anche per iniziative benefiche. “Per salvare me si è fidata”, ha detto Morandi. La truffa è poi passata dalla telefonata all’azione diretta. “Sì, è andata una persona a casa di mamma che ha prelevato questi soldi ed è scappata via. E non abbiamo fatto in tempo a fermarla. Mamma poi ne ha sofferto: ‘Marco, cosa è successo?’, dico ‘Mamma, cosa? In che senso?’. E lì si è resa conto piano piano che era stata truffata. Ma, insomma, è stata una brutta esperienza però, ecco, che sia da esempio per tutti. Stiamo attenti perché ce ne sono…”, ha raccontato il cantante.

Morandi ha sottolineato come si tratti di dinamiche sempre più strutturate: “Sono organizzazioni che fanno tutto per bene perché ti occupano i telefoni, ti mettono fretta… e mia madre ha, insomma, anche una certa età. Quindi è giusto da dire: di stare attenti perché arrivano queste telefonate, ti mettono in agitazione e tu faresti qualsiasi cosa per i tuoi figli.”

Un sistema che, secondo il suo racconto, sfrutta pressione emotiva e confusione per annullare il dubbio. “Sono bravi perché usano le voci, tra l’altro probabilmente clonate, quindi…”, ha aggiunto, aprendo anche al tema delle nuove tecnologie. La vicenda si è chiusa con un tentativo di ricucire la ferita familiare: “Abbiamo anche tutti rifatto la colletta perché poi lei è così affezionata a questi suoi progetti africani… ed era proprio per lei una ferita, insomma, aver perso quei soldi.”

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