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L’arbitro sbaglia a impostare il navigatore: si ritrova in un altro stadio a 230 chilometri di distanza | Domeniche Bestiali

Dal direttore di gara che confonde l'indirizzo a quello che non vuole restituire subito i documenti. Senza tralasciare gli allenamenti all'alba dei calciatori de L'Aquila
L’arbitro sbaglia a impostare il navigatore: si ritrova in un altro stadio a 230 chilometri di distanza | Domeniche Bestiali
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Bergson, filosofo francese, si è occupato nei suoi studi del tempo: esiste quello della scienza, quello della vita e, se avesse avuto più tempo, avrebbe scoperto anche quello delle Domeniche Bestiali. Un tempo inevitabilmente lento anche quando bisogna andare veloci, che la burocrazia è sempre in agguato. Un tempo che hanno introdotto artificialmente (il terzo) che però non sempre porta i risultati sperati. Un tempo che può diventare strumento di punizione per chi non si impegna troppo e che può diventare un viaggio non solo nei luoghi, ma anche in se stessi…tipo Quelo, con “la risposta è dentro di te, epperò è sbagliata”.

LA RISPOSTA SBAGLIATA
Già, il memorabile Quelo di Corrado Guzzanti avrebbe commentato con piacere l’utilizzo del tempo (e dello spazio) dell’arbitro Harry Wager: chiamato ad arbitrare un match di National League in Inghilterra sarebbe dovuto andare nel quartiere di Sutton, a pochi chilometri da Londra, ma ha ben pensato di mettere sul navigatore Sutton Coldfield, a nord di Birmingham, a 230 chilometri di distanza, trovando chiuso l’impianto. Ovviamente è stato sostituito per la sua gara di competenza, della serie: “Lo stadio è davanti a te, epperò è sbagliato”.

VOGLIO ANDAR VIA
Cantava Baglioni, in una delle sue canzoni più belle. L’avrà cantata anche Luca Artusio, dirigente del Carrara 90, Campionato Under 19 Piemonte, all’arbitro, venendo squalificato però fino al 19 Maggio: “Per il comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro consistito nell’essere entrato più volte nello spogliatoio di quest’ultimo al fine di recuperare i documenti dei giocatori e, spazientito, averlo insultato. La condotta si ritiene attenuata dalla circostanza della premura e necessità di recuperare i documenti al fine di riportare i ragazzi a casa entro determinate tempistiche logistiche”.

HO IL BOTTONE PIU’ GROSSO
Una frase simile è stata utilizzata col solito fare dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lui si riferiva al bottone del nucleare. Il dirigente dell’Eur Calcio a 5, società di futsal laziale, si riferiva invece a quello dell’acqua calda, meno devastante, ma comunque fastidioso: “A fine gara persone non identificate seguivano il direttore di gara fino allo spogliatoio dello stesso, reiterando tale comportamento. In questo frangente una persona riconducibile alla società non identificata, avvicinava l’arbitro con atteggiamento gravemente minaccioso, affermando altresì che aveva fatto chiudere la caldaia costringendolo in tal modo a fare la doccia con l’acqua fredda”. Multa da 400 euro (che è comunque meno salata di quel che sarebbe stata la bolletta del gas se l’arbitro avesse fatto la doccia)

ALBA CHIARA
Da Baglioni a Vasco, chissà se con la stessa intensità avranno cantato i calciatori de L’Aquila, squadra di Serie D, dopo che la società dopo un periodo negativo gli ha imposto allenamenti alle 6,30 del mattino, un po’ come per far comprendere ai calciatori la vita di quei tanti che si svegliano all’aurora per andare a lavorare. Ha funzionato? A metà: la squadra nell’ultimo turno non ha perso, ma ha pareggiato zero a zero in casa dell’ultima in classifica.

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