Alessandro Siani e Angelo Pintus – con due speciali “assi nella manica” Federico Basso e Andrea Pisani – sono pronti a tornare al timone di “LOL: Chi ride è fuori”, giunto alla sesta edizione, disponibile su Prime Video dal 23 aprile. A sfidarsi ci saranno: Carlo Amleto, Valentina Barbieri, Giovanni Esposito, Barbara Foria, Sergio Friscia, Francesco Mandelli, Paola Minaccioni, Scintilla, UfoZero2, Yoko Yamada.
Che impressione vi hanno fatto i protagonisti di quest’anno?
Siani: Mi sembra una comitiva. Mi sembra un gruppo che ha fatto, secondo me, dell’affiatamento, dell’imprevedibilità un dogma in questa edizione. Devo dire che, secondo me, sorprenderà anche i fan accaniti di questo programma
Pintus: Sono sciocchi quindi funzionano (ride, ndr).
Cosa vi ha colpito particolarmente a livello professionale?
Siani: Il fatto che passano dal ruolo di comico a spalla in una maniera molto naturale, cercando comunque di aiutarsi. C’è quindi questo senso di solidarietà che è stata l’arma vincente
Qual è lo stato attuale della comicità di oggi? Si sta avvicinando il ricambio generazionale?
Pintus: Secondo me viaggiano contemporaneamente tre generazioni di comici, in questo momento, e con qualche
eccezione per una quarta di molto giovani, parliamo di 25 anni. Di base ci sono i 35, i 50 e gli over 60. Di quelli un po’ più giovani mi piace molto l’affiatamento che hanno tra di loro e quindi cercano più di creare il gruppo.
Siani: Diciamo la cosa più semplice, banale, retorica del mondo, la differenza la fa solo una cosa: la risata. Quindi al di là delle generazioni, al di là di tutto, se fa ridere, fa ridere. Da notare il grande successo di Checco Zalone con i suoi 80 milioni al cinema. Questo evento ci insegna tante cose soprattutto una forbice chiara che va da 0 a 80 milioni quindi sappiamo che il pubblico che può andare in sala è veramente tanto e nella sua comicità vengono inglobate le tre generazioni di cui parlavamo prima.
Alessandro Gassmann proprio ieri ha detto che proprio per solidarietà nei confronti dei lavoratori fragili del cinema forse sarebbe anche bene boicottare i David di Donatello. Che ne pensate?
Siani: Beh, per quanto mi riguarda, diciamo, poche volte sono stato ai David di Donatello, sono stato fortunato con qualche nomination, ma quindi mi auto-boicotto (ride, ndr) con i miei film. Per quanto riguarda invece questa riflessione sul cinema italiano, è una riflessione seria, importante, ci sono stati dei tagli clamorosi e sono stati sicuramente avvantaggiati, in maniera
molto strana e quasi buffa, i film stranieri. Secondo me, la riflessione di Gassmann è giustamente provocatoria perché consiglia e suggerisce. Però, come al solito, i risultati si devono vedere alla lunga. Una giornata può essere importante per far capire che c’è un silenzio sul cinema italiano però più che il silenzio c’è bisogno di sentire tante voci.
Ascoltando le ultime esternazioni del presidente americano Trump, possiamo dire che il politicamente scorretto è sdoganato?
Pintus: Il politicamente corretto è deceduto tanto tempo fa. Mi sorprende che ancora colleghi ne parlino come se fosse una cosa di oggi, ma non esiste più da mesi e mesi. La cultura woke è andata ed è giusto che sia così. Perché è stata talmente esasperata che ha fatto il giro e siamo tornati finalmente in un mondo mentalmente open. Che la comicità oggi sia libera, assolutamente sì e Checco Zalone lo dimostra per l’ennesima volta. Siamo tornati proprio in serenità più totale.
Siani: Sull’esternazione di Trump, diciamo, sarebbe meglio, in questo caso il politicamente corretto. Così eviteremo di sentirla, di nuovo Per quanto riguarda il ruolo del comico, in questi anni è successo di tutto, perché il comico era quello che poteva dire tutto, era quello irriverente. Si sono creati, invece, dei momenti in cui il comico aveva dei paletti, mentre sul web si dice tutto e il contrario di tutto. Quindi forse è questa una riflessione che andrebbe fatta. Per un giorno dovremmo mettere in silenzio il web.
È più difficile in questo momento storico far ridere?
Pintus: Fa ridere il fatto che queste notizie che girano sul carburante che finirà mentre oggi gli aerei costano un terzo rispetto a prima. Non è bizzarra come situazione? Quindi il carburante sta finendo o no? Questa è la domanda che non c’entra niente con la comicità, ma è bizzarro che esce la notizia e poi vai alle Maldive con 200 euro. Come sta andando? Come è possibile?
Che cos’è che non torna? Detto questo, sono sempre momenti storici difficili. Il comico deve solo prendere quello che accade e trasformarlo.
Siani Anche nei tempi di guerra storici, attori del calibro di Raffaele Viviani e di Totò erano sul palco. C’era un pubblico che ancora era pronto ad ascoltare il comico per l’ultima battuta. I rumori delle bombe erano divisi tra il suono e il frastruono delle risate e degli applausi. Il ruolo del comico è sempre stato quello e se il pubblico era ancora in sala anche con la guerra dietro alla porta significa che comunque quella voglia di ridere e di intrattenimento c’è sempre stata, soprattutto nei momenti difficili.