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Ben Gvir prega sul Monte del Tempio e sfida le autorità arabe: “Qui mi sento padrone” – VIDEO

Il ministro della Sicurezza Nazionale rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul sito, ma in base a un accordo consolidato, gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregarvi, poiché è amministrato dal Waqf giordano, un ente religioso musulmano
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Nel giorno in cui JD Vance fa ritorno negli Stati Uniti dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad, Israele riprende a bombardare il sud del Libano, scontrandosi con gli islamisti filo iraniani di Hezbollah. E a Gerusalemme il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha pregato sul Monte del Tempio, sfidando le autorità arabe che amministrano il luogo di culto. “Oggi mi sento il padrone di casa“, ha dichiarato in un video, aggiungendo “continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto”. Lo scrive il Times of Israel. In base a un accordo consolidato, gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregarvi, poiché è amministrato dal Waqf giordano, un ente religioso musulmano. Ben Gvir rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul sito e sue precedenti visite hanno suscitato aspre condanne nel mondo arabo.

A fine marzo Ben Gvir aveva festeggiato con brindisi e abbracci l’introduzione della pena di morte per i detenuti palestinesi nell’ordinamento israeliano. Le legge, criticata da tutte le principali organizzazioni per i diritti umani, è passata con con 62 voti a favore e 48 contrari. “Abbiamo fatto la storia. Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto. La legge sulla pena di morte per i terroristi è entrata a far parte dell’ordinamento giuridico dello Stato di Israele”, aveva scritto il ministro in veste di principale promotore del provvedimento. Già a novembre, dopo l’approvazione della legge in prima lettura, il ministro aveva offerto dolcetti a tutti i presenti.

La legge stabilisce che la pena di morte – mediante impiccagione – diventi la punizione per i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi a sfondo nazionalistico. La legge conferisce inoltre ai tribunali israeliani l’autorità di infliggere sia la pena di morte, sia l’ergastolo anche ai cittadini israeliani.

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