Alla fine il “serial killer di Long Island”, il 62enne Rex Heuermann, si è dichiarato colpevole dell’omicidio di 7 donne e ha ammesso di averne uccisa un’ottava, Karen Vergata nel 1996. L’architetto è finito in tribunale per una serie di crimini a lungo irrisolti noti come gli “omicidi di Gilgo Beach. Heuermann ha presentato la sua dichiarazione, mercoledì 8 aprile, in un’aula di tribunale gremita di giornalisti, poliziotti e parenti delle vittime. La sua deposizione pone fine a un caso che ha tormentato gli investigatori, ha incuriosito il pubblico e ha generato documentari true crime, podcast e un film di Hollywood.
Le autorità affermano che Heuermann ha ucciso le donne nell’arco di 17 anni. Molte di loro erano prostitute, per questo le loro morti “hanno ricevuto poca attenzione” fino a quando i loro resti non sono stati ritrovati sepolti insieme lungo un’isolata strada costiera.
Dunque Heuermann rischia l’ergastolo e la sentenza verrà emessa in una data successiva. Il pubblico ministero ha espresso solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime e ha elogiato gli investigatori per il lavoro svolto. L’ex moglie dell’assassino ha ammesso: “Sto attraversando un periodo della mia vita difficilissimo”
Interrogato dal procuratore distrettuale della contea di Suffolk, Ray Tierney, Heuermann ha confessato di aver strangolato tutte e otto le vittime e di averne smembrate alcune, di averle contattate tramite telefoni usa e getta e di aver avvolto i corpi in sacchi di iuta prima di abbandonarli. Indossando una giacca nera e una camicia bianca, Heuermann è apparso impassibile e privo di emozioni mentre rispondeva alle domande di Tierney e del giudice. Non ha mai voltato lo sguardo verso la gremita aula del tribunale, tenendo fisso lo sguardo davanti a sé.
“L’ imputato si aggirava tra noi fingendosi un normale padre di famiglia di periferia, quando in realtà, da sempre, prendeva di mira ossessivamente donne innocenti per ucciderle. Pensava che uccidendole, avrebbe potuto metterle a tacere per sempre e farla franca. Ma si sbagliava”, ha detto il procuratore Tierney in una conferenza stampa poche ore dopo l’udienza.