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“Quando mi sono sposata, la mia carriera si è fermata. Non ricevevo più proposte, non mi offrivano più niente”: Clotilde Courau rompe il silenzio dopo la separazione da Emanuele Filiberto di Savoia

L'attrice francese e moglie separata di Emanuele Filiberto di Savoia si racconta a cuore aperto. Dall'ostracismo dei registi dopo le nozze reali del 2003 alla ribellione sul palco del Crazy Horse, fino all'addio al marito vissuto senza alcun rimpianto

di Redazione FqMagazine
“Quando mi sono sposata, la mia carriera si è fermata. Non ricevevo più proposte, non mi offrivano più niente”: Clotilde Courau rompe il silenzio dopo la separazione da Emanuele Filiberto di Savoia

Grace Kelly, Meghan Markle, Clotilde Courau…c’è una narrativa romantica che accompagna da sempre i matrimoni tra le stelle del cinema e i membri dell’aristocrazia europea. Ma dietro la facciata fiabesca, le corone possono rivelarsi pesanti e, talvolta, trasformarsi in vere e proprie gabbie professionali. Ne sa qualcosa proprio Clotilde Courau. L’attrice francese, legalmente ancora moglie di Emanuele Filiberto di Savoia ma separata di fatto da quattro anni, ha scelto le pagine del quotidiano svizzero 24 heures (ripresa dal settimanale Oggi) per parlare per la prima volta dell’impatto che il matrimonio reale ha avuto sulla sua ascesa nel mondo del cinema.

Negli anni Novanta, il nome di Clotilde Courau brillava tra quelli delle migliori promesse della cinematografia transalpina. Pellicole come Le Petit Criminel ed Élisa sembravano averle spianato la strada verso una carriera da diva internazionale. Poi, il 25 settembre 2003, il fastoso matrimonio a Roma con l’erede di Casa Savoia ha cambiato per lei le regole del gioco. L’ingresso nell’alta aristocrazia ha coinciso con una brusca e inaspettata frenata lavorativa. I registi hanno smesso di chiamarla, quasi come se il titolo nobiliare l’avesse resa intoccabile o inadatta ai ruoli sul grande schermo: “La mia carriera si è fermata quando mi sono sposata”, ammette l’attrice senza giri di parole. “Non ricevevo più proposte, non mi offrivano più niente”.

Per una donna abituata a vivere di arte e set, il vuoto professionale si è trasformato rapidamente in una crisi identitaria profonda: “Un’attrice che non lavora non è più un’attrice”, sottolinea la Courau, ricordando quel periodo di isolamento. È stato in quel momento che ha deciso di reagire: “Ho dovuto lottare per la mia indipendenza. Una donna deve conservare la sua libertà”. La lotta per la propria emancipazione artistica l’ha portata scelte drastiche e controcorrente. Stanca di essere snobbata dall’industria cinematografica e di essere rilegata al ruolo di impeccabile madre (di Vittoria e Luisa) e principessa consorte, Clotilde ha deciso di rompere gli schemi. Così, nel 2010 ha accettato di esibirsi sul celebre palco del Crazy Horse di Parigi, il tempio del cabaret sensuale. Una decisione che ha scatenato un’ondata di polemiche e perbenismo, considerata da molti inadeguata per un membro, seppur acquisito, di una famiglia reale: “Sono stata duramente criticata quando ho accettato di esibirmi al Crazy Horse“, ricorda oggi. Ma il giudizio altrui non l’ha mai scalfita: “Non sono assolutamente una vittima e non lo sarò mai”.

Quell’indipendenza fieramente difesa le è servita anche per affrontare le mareggiate della vita privata. Da circa quattro anni, il matrimonio con Emanuele Filiberto è finito. Una separazione vissuta nell’ombra, lontana dai clamori, e ammessa dal principe solo in tempi recenti, quando i paparazzi lo hanno sorpreso insieme all’ormai ex fidanzata messicana Adriana Abascal. In quell’occasione, fu proprio Emanuele Filiberto a fare mea culpa sulle pagine del Corriere della Sera, ammettendo di aver sbagliato a lasciare che Clotilde scoprisse della nuova relazione tramite la stampa, nonostante fossero già separati.

Di fronte alle infedeltà passate e alle intemperanze sentimentali del marito, Clotilde ha sempre mantenuto un rispettoso silenzio, forte di un legame che oggi si regge sulla stima reciproca e sull’amore per le figlie (motivo per cui, stando ai rumors, le carte ufficiali del divorzio non sono mai state firmate). A chi le chiede se oggi tornerebbe indietro, magari per salvare quegli anni di carriera perduta, l’attrice risponde appellandosi alla filosofia del poeta Christian Bobin, secondo cui “ogni evento della vita è un dono del cielo per aiutarci a capire esattamente cosa vogliamo difendere”. Oggi, guardando al passato, Clotilde Courau non ha dubbi: “Sono grata per tutti quegli anni in cui mi è stato detto di no e, soprattutto, non rimpiango nemmeno per un secondo di aver sposato l’uomo che amavo“.

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