È lunga è densa l’intervista che Luciana Littizzetto ha rilasciato a Fanpage. La comica racconta del suo romanzo, Il tempo del la la la, nel quale affronta – tra gli altri – anche il tema della menopausa con la consueta ironia ma anche con spunti di riflessione importanti: “Possiamo trasformarci in faccia, piallarci, ringiovanirci, tirarci, ma la nostra fertilità si perde. Su quello, a un certo punto, non possiamo più intervenire. La novità è che si può intervenire per la “iolanda”, ma sulla fertilità no. Se ce lo diciamo da sole, che da ovaiole diventiamo galline da brodo, vuol dire riderci sopra, anche perché non ci sono alternative”.
Diretta, vera, come sempre sa essere, Littizzetto sottolinea come oggi (fortunamente) si parli molto di più di questo periodo della vita di una donna (“Devi fare i conti con ben 72 sintomi, che non sono per tutte e tutti contemporaneamente, però inficiano la qualità della nostra vita”), il “Tempo del la la la”, appunto, quando “come cantava Jannacci, non ti ricordi circostanze passate, e infatti c’è anche il tempo del cantautore, che arriva fino a un momento con le rime, la musica, un’ispirazione meravigliosa e poi, non sa più come andare avanti…”.
Nella chiacchierata c’è spazio anche per l’attualità anche se Littizzetto sottolinea come in questo, che è il suo primo romanzo, non abbia “voluto parlare di politica e di tutto quello dIi cui parlo di solito, ma misurarmi in una storia di vita lontana da tutto quello che io faccio già in televisione”.