Donald Trump ormai ci ha abituati alle sue repliche, spesso furibonde, contro esponenti politici, ma anche artisti. Ne sa qualcosa Bruce Springsteen appellato come “prugna secca”, proprio dal leader statunitense. Stavolta è toccato a George Clooney, seppur per interposta persona.
L’attore, ospite l’8 aprile dell’evento “Dialoghi sul Talento” organizzato da Fondazione Crc al Palazzetto dello Sport di Cuneo, tra i tanti argomenti aveva detto la sua sul presidente americano. “Alcuni sostengono Trump e va benissimo, ma se c’è qualcuno che come ieri dice che vuole porre fine alla civiltà questo è un crimine di guerra – l’affondo di Clooney in riferimento al conflitto con l’Iran – Puoi comunque sostenere il punto di vista dei conservatori ma ci deve essere un confine alla decenza, e noi non dobbiamo attraversarlo”.
Poi parlando del rapporto con la stampa di Donald Trump “non è elegante, ma ai governi la stampa non è mai piaciuta neanche negli anni ’60 – ha concluso – Lui ha un cattivo rapporto con la stampa ma d’altronde è cosi per la maggior parte dei governi”.
A stretto giro è arrivata la replica del direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung: “L’unica persona che sta commettendo crimini di guerra è George Clooney per i suoi film orribili”.