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Iran, Crosetto: “Il rischio di questo conflitto è la follia. Non abbiamo imparato niente da Hiroshima”

Il ministro in un'intervista al Corriere: "C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere"
Iran, Crosetto: “Il rischio di questo conflitto è la follia. Non abbiamo imparato niente da Hiroshima”
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“È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere”. È uno dei passaggi dell’intervista rilasciata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Corriere della sera sulla guerra in Iran e sulla crisi del multilateralismo. Il timore, aggiunge il ministro, è “che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla”.

Un colloquio quello di Crosetto con Fiorenza Sarzanini che si inserisce nei tentativi degli esponenti del governo Meloni di smarcarsi da Trump, nel timore delle ripercussioni politiche ed economiche dovute al proseguimento della guerra in Iran. Nella compagine dell’esecutivo Crosetto è uno dei più critici nei confronti dell’amministrazione americana, ed è convinto che il disastro elettorale del referendum sia stato conseguenza anche dell’incapacità di allontanarsi da quella linea.

A una domanda se ci sia un modo per fermare il presidente Usa, Crosetto risponde: “È il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo”. Secondo Crosetto, Trump dovrebbe avere “collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo”. Crosetto appare scettico sull’ipotesi di un’uscita dalla Nato paventata dallo stesso Tycoon nei giorni scorsi: “Non credo e non può farlo. Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi”.

Quanto a Sigonella, gli viene chiesto se negherà in Parlamento che in altri casi sia stato concesso l’uso della base. “Lo negherò certamente – risponde – perché è falso ma non credo esista sospetto perché non è un tema gestito dalla politica ma militare”. In tema di riserve di energia, c’è il rischio che tutto si blocchi nel giro di un mese? “È ciò che si teme. Non tutto ma molto”, dice il ministro. Guardando all’Italia, Crosetto poi chiarisce: “Maggioranza e opposizione devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti”. Inoltre, ad una domanda su un rimpasto o elezioni anticipate, il ministro risponde: “Obbligati a reggere perché tutto possiamo permetterci in questo momento, tranne una crisi”.

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