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Ultimo aggiornamento: 20:43

“Non ho visto il video”, “Parlate anche con gli altri”: l’imbarazzo quasi comico ai “Comizi d’amore” (bipartisan) del Sì dopo le sparate dei colleghi. Ma Matone ha la soluzione: “Bisogna caricare le persone e portarle con la forza al seggio”

Dopo la sequela di uscite squinternate di sostenitori della riforma Nordio (dalla "necessità del sistema clientelare" alla "magistratura come avere un cancro") ecco come hanno commentato i parlamentari di destra e sinistra riuniti in Parlamento: dal tentativo di "fuga" di Mollicone allo sconforto di Giachetti
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La scorsa settimana alla presentazione dell’intergruppo parlamentare per il Sì, nato su impulso del deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone per dimostrare la trasversalità, da destra a sinistra, del fronte del Sì, Roberto Giachetti aveva lanciato il suo grido d’allarme, in vista del referendum sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e sulla separazione delle carriere dei magistrati, su cui gli italiani si esprimeranno attraverso il voto al referendum del 22 e 23 marzo. Una settimana dopo le cose non sono molto migliorate. Prima Meloni, poi due parlamentari di Fratelli d’Italia con le loro dichiarazioni, di molto sopra le righe, hanno aumentato le preoccupazioni del deputato renziano. “Non mi hanno ascoltato” commenta laconico “in questa campagna elettorale il Sì ha fatto campagna per il No e il No ha fatto campagna per il Sì”.

In una sala tutt’altro che gremita vanno in scena i ‘Comizi d’amore per il sì’. Alcuni però, come la dem Pina Picerno, il loro comizio d’amore lo fanno da remoto. Tutt’altro che entusiasta per come il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha impostato la comunicazione degli ultimi giorni della campagna referendaria è Benedetto Della Vedova di +Europa: “Veri e propri assi per il No”. Luigi Marattin, dal canto suo, dopo la vicenda dei post con le card del presidente della Repubblica Sergio Mattarella poi rimosse dal web, afferma che “è inutile che ora fate questa roba”. Ovvero le domande. “Secondo me il No vince lo stesso, non ti preoccupare, vincete, anzi, congratulazioni per la vittoria”. Di parere opposto il promotore dei ‘Comizi d’amore’ Federico Mollicone. “Noi siamo ottimisti, pensiamo e sappiamo che il Sì è avanti, l’unico vero problema è la mobilitazione al voto”. Problema, quello dell’affluenza, che nel partito di Mollicone e guidato da Meloni, il deputato Aldo Mattia pare aver trovato rimedio con il seguente invito: utilizzate anche il solito sistema clientelare. “Era chiaramente un tono ironico” riesce a dire Mollicone, che almeno aggiunge “nel merito, sul clientelismo, non condivido, ma state enfatizzando dei toni sbagliati ma tra l’altro in iniziative molto ristrette e limitate”.

Ma non è l’unica grada in casa Fratelli d’Italia. Si segnala anche il senatore Zaffini secondo il quale “finire davanti alla magistratura è come avere un cancro, peggio di un plotone d’esecuzione”. Chiediamo ad un senatore di Fratelli d’Italia, collega di Zaffini presente ai cosiddetti Comizi d’amore. “Ma quella è la polarizzazione della politica, non è un tema nemmeno italiano. Viviamo in un mondo dove il linguaggio si radicalizza” si arrampica sugli specchi Andrea De Priamo che conclude dicendo che del collega Zaffini “non ho visto il video, quando lo vedrò darò una valutazione specifica ma non sta a me”. L’affluenza alle urne non fa sta tranquilli i parlamentari dell’intergruppo e se Ettore Rosato, una settimana fa, auspicava un voto a favore del Sì “anche da parte di un pezzo di quelli che non sono informati” sui contenuti della riforma, oggi invita a votare Sì “per una riforma che fa bene all’Italia”. Ma la soluzione per partecipazione al voto che porti il Sì alla vittoria la suggerisce Simonetta Matone della Lega. “Il nostro nemico non è il fronte del No, il nostro nemico è l’assenteismo quindi chi crede nel Sì domenica e lunedì deve fare la staffetta, deve caricare le persone e portarle con la forza a votare perché ci dicono Sì, poi piove, è una bella giornata, non ci vanno. Siccome anche un voto fa la differenza, vi prego facciamolo tutti”.

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