Cultura

“L’utero distrugge la pace della mente”: Mirandolina di Goldoni picchia, sbeffeggia, scherza contro l’arroganza degli uomini. Indipendente fino alla tragica fine

Al Teatro Elfo Puccini in scena fino al 15 marzo “Mirandolina” di Marina Carr, ispirato a “La locandiera” di Carlo Goldoni

di Andrea Conti
“L’utero distrugge la pace della mente”: Mirandolina di Goldoni picchia, sbeffeggia, scherza contro l’arroganza degli uomini. Indipendente fino alla tragica fine

Al Teatro Elfo Puccini in scena fino al 15 marzo “Mirandolina” di Marina Carr, ispirato a “La locandiera” di Carlo Goldoni. Al centro della scena una ragazza forte, perseguitata dai fantasmi del passato, che cerca di farsi spazio in un mondo maschile segnato dall’arroganza, la violenza e il sopruso.

Mirandolina prima scherza con gli uomini e poi li sbeffeggia toccandoli nelle corde più intime e vulnerabili. Gli stessi uomini che davanti a lei affermano sfrontati: “L’utero distrugge la pace della mente” e ancora “uscire da un utero con un utero non c’è niente di peggio” e infine “l’orgoglio ce l’hanno solo gli uomini”.

Marina Carr trasporta Mirandolina in un ristorante italiano di Dublino, evidenziando “come fascino, arguzia e resilienza rimangano strumenti indispensabili per le donne in una società ancora caratterizzata da pericoli e disuguaglianze”.

Ad interpretare la forte Mirandolina è la travolgente Gaja Masciale, circondata da altrettanti bravi colleghi per citarne alcuni Denis Fasolo, Massimo Scola e Riccardo Gamba. Poi arriva il “graffio” nella ripresa dello spettacolo – che dura 2:45 incluso intervallo – dello straordinario Giancarlo Previati, il bisnonno di Mirandolina, che strappa applausi calorosi al termine del suo lungo monologo che racconta la genesi della famiglia, proprietaria della Locanda.

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