È stata confermata la condanna nei confronti di Naike Rivelli per diffamazione. La corte d’Appello di Torino lo scorso 6 marzo ha ribadito la responsabilità penale della figlia di Ornella Muti nei riguardi di Barbara D’Urso.
Che cos’era successo
Nel 2024 la conduttrice, ricorda Fanpage, aveva querelato Rivelli in seguito ad alcuni video pubblicati sui social “ritenuti lesivi dell’onore e della reputazione” della presentatrice. Una prima sentenza era stata emessa già in quell’anno durante la prima fase del processo ad Alessandria. Ora la condanna per diffamazione e l’obbligo di pagare le spese processuali d’Appello.
Nei video in questione, risalenti al 2019, Rivelli commentava alcune interviste che D’Urso realizzava nei suoi programmi, con allusioni sulla sua vita privata. Ai giornalisti che l’aspettavano fuori dall’aula nel 2024, Rivelli aveva detto: “Sono opinionista, non volevo offenderla. Sono sempre pronta a far pace”. I suoi avvocati avevano specificato che la loro assistita non voleva offendere la D’Urso quanto criticare “un modello, un modo di fare televisione rappresentato dalla D’Urso”.