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La lista di Paesi resi off limits dalla crisi (allargata) in Medio Oriente. Turisti nell’incertezza: dalla sicurezza alla logistica

La Farnesina avverte: a rischio di eventuali cancellazioni anche i voli anche per Maldive, India, Australia, Malesia, Seychelles e Vietnam. A Pasqua il settore turistico rischia la débâcle

di Luisiana Gaita

Non solo Iran, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Libano. La lista di Paesi dove si sconsiglia di avventurarsi per ragioni di sicurezza o logistiche si fa sempre più lunga e comprende nazioni sempre più vicine, come la Turchia, nonché tradizionalmente mete di viaggi, come le Maldive o l’Egitto. E il rischio che il conflitto in corso in Medio Oriente si allarghi ancora di più rispetto a quanto non sia già accaduto è concreto. Da Dubai in poi, d’altronde, è stato chiaro che nulla sarà come prima, almeno per un po’. Che non si può più sognare di visitare un luogo, fare i biglietti, preparare la valigia e andare quasi ovunque, anche per pochi giorni. Come sottolineato da Astoi, l’associazione dei tour operetor italiani aderente a Confindustria, in questi giorni si è dovuto far fronte a due emergenze: “Quella dei clienti presenti nei paesi del Golfo Persico – e che stanno via via rientrando o attendono di poter rientrare – e quella che include clienti che stanno trascorrendo o hanno già terminato la propria vacanza in un altro paese, non oggetto della crisi, ma che, volando con vettori del golfo, non possono rientrare in Italia”. Sono stati cancellati centinaia di voli. La Farnesina, infatti, proprio in queste ore, ha seguito la partenza di due aerei da Mascate, in Oman, diretti a Fiumicino, con a bordo un totale di circa 350 passeggeri e quella, prevista, da Malé, capitale delle Maldive, di altri due voli diretti rispettivamente a Fiumicino e Malpensa. Il ministero degli Esteri invita quindi alla massima cautela, anche nella scelta delle destinazioni e questa è una realtà che non si cancella con l’arrivo di primavera, vacanze di Pasqua e una serie di ponti da sempre occasione per viaggiare. Si potrà farlo ancora? Probabilmente sì, ma molti Paesi sono off limits, altri comportano dei rischi, nel migliore dei casi della cancellazione del volo.

I Paesi a rischio e quelli collegati con le aree ‘calde’

Tra i paesi praticamente più monitorati (e a rischio) ci sono Iran, Iraq, Israele e Cisgiordania, Iraq, Libano, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Qatar e Bahrain. Soprattutto nelle grandi città e, ancora di più, nelle vicinanze di aree militari. Oltre alla questione della sicurezza, poi, c’è quella logistica, legata ai voli. Molti collegamenti aerei con i Paesi del Sud-est asiatico, infatti, hanno scali proprio nell’area interessata alle rappresaglie dell’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Quindi negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, Bahrein, Kuwait, dove si moltiplicano le cancellazioni dei voli in programma. Attraverso l’Unità di Crisi, la Farnesina invita a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it, non solo i cittadini che si trovano nelle aree del Medio Oriente, ma anche quelli in partenza o che stanno pensando di partire dall’Italia, perché si abbia un quadro della situazione, prima ancora di prenotare. L’eventualità di ritrovarsi con un volo cancellato va presa in considerazione non solo se si è diretti in Paesi coinvolti che si trovano nelle aree più a rischio, ma anche se si vuole viaggiare alla volta di Maldive, India, Australia, Bangladesh, Singapore, Malesia, Sri Lanka, Filippine, Seychelles e Vietnam.

App e portali della Farnesina con aggiornamenti e raccomandazioni

Il portale Viaggiare Sicuri, accessibile anche con l’omonima App, raccoglie gratuitamente le informazioni sulla situazione in 222 Paesi e territori nel mondo. “Ricordatevi di controllarlo prima della vostra partenza e durante il viaggio in un Paese estero. La situazione di sicurezza e le misure normative e amministrative possono variare rapidamente” si legge sul sito istituzionale. Tra gli ultimi aggiornamenti quelli sull’Azerbaigian, dopo gli attacchi dei droni: “È altamente sconsigliato recarsi nel territorio della Repubblica Autonoma del Nakhchivan”. Ma si sconsigliano viaggi anche “nelle aree del sud est della Turchia, ai confini con Iran, Iraq e Siria” e, a qualsiasi titolo, anche in Iraq. “Si invitano i connazionali a rinviare tutti i viaggi” in Libano, mentre a chi già si trova lì è consigliato “di lasciare il Paese con i primi voli commerciali disponibili”. Così come “si invitano gli italiani ancora presenti in Afghanistan ad andare via il prima possibile”. La Farnesina fornisce le indicazioni per attraversare la frontiera via terra tra Qatar e Arabia Saudita (“risulta aperta”) con un visto e informazioni sui collegamenti aerei dall’Arabia Saudita all’Italia, ma si consiglia la massima attenzione anche per l’Egitto. E si danno indicazioni anche per i turisti. “Alla luce degli ultimi sviluppi nella regione in relazione all’Iran – si ribadisce ai connazionali che si trovino nella penisola del Sinai che le aree di confine con Israele, così come le altre località della penisola – ad eccezione dei resort turistici di Sharm el Sheikh e le escursioni al Monastero di Santa Caterina – sono sconsigliate”. Dalla stessa App è accessibile anche il portale Dove siamo nel mondo, che consente a chi viaggia di segnalare il proprio itinerario nel rispetto della riservatezza dei dati, che vengono cancellati 48 ore dopo il rientro e sono utilizzati esclusivamente in caso d’emergenza per facilitare un intervento da parte dell’Unità di Crisi. Alle situazioni legate ai conflitti in corso, poi, si aggiungono quelle di tutt’altra natura, pure presenti sul sito e da consultare prima di prenotare un viaggio: si va dalle epidemie alle tensioni politiche interne.

A Pasqua il settore turistico rischia la débâcle

“L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con le conseguenti chiusure degli spazi aerei e sospensioni dei collegamenti, produce effetti rilevanti non solo sul traffico aereo e sul turismo internazionale, ma anche sul piano giuridico, attivando le specifiche tutele previste dall’ordinamento eurocomunitario” spiega Assoviaggi Confesercenti, sottolineando che l’attuale scenario rientra pienamente tra le “circostanze inevitabili e straordinarie” previste dalla normativa europea e in cui, in base all’articolo 41 del Codice del Turismo, “il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto di pacchetto turistico”. Senza il pagamento di penali quando, prima della partenza, sopravvengano circostanze inevitabili e straordinarie nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze, tali da incidere in modo sostanziale sull’esecuzione del viaggio o sul trasporto verso la destinazione”. Il problema è proprio l’instabilità della situazione, con un Paese oggi sicuro che domani potrebbe essere sconsigliato per precauzione e dopodomani assolutamente off limits. “Se l’instabilità dovesse persistere, le festività pasquali sono considerate a rischio ‘bagno di sangue’ per il settore turistico. La preoccupazione principale riguarda proprio il blocco dei voli e l’incertezza che scoraggia le nuove prenotazioni” ha spiegato all’AdnKronos Luana De Angelis, vice presidente vicario Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio di Confcommercio.

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