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“David Rossi è stato ammazzato”: la commissione parlamentare trasmette gli atti a Siena

Approvata relazione intermedia che, sulla scorta di due nuove perizie, esclude il suicidio del manager. Il presidente Gianluca Vinci: "Picchiato e poi appeso dalla finestra"
“David Rossi è stato ammazzato”: la commissione parlamentare trasmette gli atti a Siena
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Non è stato un suicidio quello di David Rossi, ma un omicidio. È quanto sostengono, nero su bianco, le due perizie agli atti della nuova commissione d’inchiesta parlamentare. Le consulenze, a questo punto, saranno inviate alla Procura di Siena, per consentire la valutazione della riapertura del caso. Fa discutere, tuttavia, il fatto che per competenza a valutare le nuove prove sarà lo stesso ufficio che ha già archiviato due volte le indagini come suicidio, e che è stato coinvolto da una terza indagine, condotta a Genova, per presunte anomalie nell’indagine, un fascicolo, quello nei confronti dei magistrati toscani, anche questo archiviato.

Per cristallizzare il lavoro fatto finora, la commissione parlamentare ha deciso di firmare una relazione intermedia, che accredita l’ipotesi di un omicidio volontario. Secondo il presidente della commissione Gianluca Vinci, da entrambe le perizie, firmate dal tenente colonnello del Ris Adolfo Gregori e dal medico legale Robbi Manghi, “si capisce che non si è trattato di un omicidio fatto con l’intento diretto di uccidere qualcuno”.

La ricostruzione di Vinci propenderebbe per un omicidio non premeditato: “Prima c’è stato un pestaggio – spiega Vinci – non è trattato di una persona che è entrata nella stanza e l’ha defenestrato, ma di qualcuno che prima l’ha picchiato, l’ha trattenuto, gli ha spinto la faccia, poi l’ha trattenuto in sospensione fuori dalla finestra, e ha provato addirittura a riportarlo dentro”. Rossi, secondo questa ricostruzione dei fatti “stava litigando con delle persone e il fatto che lo abbiano posto e trattenuto fuori dalla finestra fa pensare che qualcosa si possano essere detti”.

Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia e primo proponente della commissione d’inchiesta sul caso, è molto critico sulla trasmissione degli atti a Siena: “L’assegnazione del fascicolo per l’omicidio di David Rossi alla Procura di Siena è una decisione inopportuna e sbagliata. La nuova fase dell’inchiesta non può essere affidata allo stesso ufficio che ha già condotto le prime indagini, sulle quali nel tempo si sono accumulate criticità tali da incidere sulla percezione di imparzialità”.

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