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Ultimo aggiornamento: 9:06 del 1 Gennaio

“Dopo tante chiacchiere ci siamo”: tutte le volte che Salvini ha annunciato il via dei lavori per il Ponte sullo Stretto. Mai cominciati – Videoblob

"La prima pietra entro il 2024" aveva detto. Invece è finito il 2025 e l'obiettivo è slittato ancora in là. L'ultimo mesto annuncio alcuni giorni fa: "Evidentemente dovremo lavorare per qualche mese in più". Primavera 2026, dice. Intanto la figlia cerca di consolarlo: per Natale gli ha regalato il modellino del ponte "in attesa di quello vero"
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Questo ponte non s’ha da fare. Era dicembre 2022 quando, poco dopo la vittoria con la coalizione di centrodestra alle elezioni, Matteo Salvini poneva i primi obiettivi per il Ponte sullo Stretto di Messina, pallino che il vicepresidente non ha mai abbandonato. “L’obiettivo è entro due anni partire con i lavori”, diceva all’epoca. Da allora, però, di anni ne sono passati tre ma di cantieri nemmeno l’ombra.

Il leader della Lega in questi anni non si è perso d’animo e, in una sequela di dichiarazioni, mese dopo mese, ha continuato a promettere un imminente avvio dei lavori.

In principio la prospettiva è quella, appunto, di partire “entro due anni”, per poi finire nel 2032. Poi le date diventano mano a mano più specifiche. “L’obiettivo è posare la prima pietra entro il 2024”, dice Salvini in un incontro del 23 febbraio 2023. Data diventata ancora più specifica pochi mesi dopo, a fine maggio 2023, quando l’apertura dei cantieri è prevista “per l’estate 2024”: “Dopo tante chiacchiere, tante promesse, ci siamo”, rivendica orgoglioso. Più ottimista ancora il 10 giugno 2023 quando all’evento “Forum in masseria”, Salvini lancia spavaldo la sfida di mettere la prima pietra entro “fine primavera 2024″. Un impegno portato poi avanti per mesi, con una data ripetuta quasi come un mantra in diverse occasioni fino a maggio 2024: “L’obiettivo è arrivare all’avvio dei lavori entro l’estate 2024”.

Siciliani e calabresi però assicurano di non aver visto cantieri nel 2024. Tanto che la prospettiva del leader leghista slitta e, a fine 2024, ai giornalisti dichiara: “La cantierizzazione è prevista a inizio 2025, prima bisogna approvare il progetto definitivo…”. A maggio 2025, la data cambia ancora: avvio lavori entro “l’estate 2025“. Obiettivo che Salvini ribadisce in più occasioni per tutta la scorsa estate. Interrogato di nuovo il 27 ottobre 2025, il ministro dei Trasporti dimostra ancora un barlume di ottimismo. “Il mio obiettivo è di partire coi cantieri a novembre“, esclama temerario. Per chi ci sperava, però, l’amara notizia: neanche il 2025 è l’anno giusto. “Mi sarebbe piaciuto aprire i cantieri in questo mese di dicembre 2025 – dice mesto in un ultimo evento del 18 dicembre scorso – Evidentemente dovremo lavorare per qualche mese in più. L’obiettivo da inverno 2025 trasla a primavera 2026“.

Per lui un’amara consolazione natalizia: il modellino del ponte regalato dalla figlia e mostrato fiero sui social “in attesa che tu costruisca quello vero”. Che il 2026 sia l’anno giusto?

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