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“Io gli sequestrerei il telefono, poi glielo restituiscono alla fine del match. È già la terza volta”: Panatta sbotta durante la telecronaca Rai

Dopo l'ennesima interruzione del gioco, l'ex tennista non si è più trattenuto. A Torino è tornato l'incubo dei tennisti: l'uso dei flash sugli spalti
“Io gli sequestrerei il telefono, poi glielo restituiscono alla fine del match. È già la terza volta”: Panatta sbotta durante la telecronaca Rai
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Qual è il grande incubo dei tennisti che si sfidano alle Atp Finals 2025 di Torino? Il flash dei telefoni. Anche lunedì sera, durante il primo match vinto da Jannik Sinner contro il canadese Felix AugerAliassime, il giudice di sedia è stato costretto più volte a sospendere il match per far spegnere il flash di uno smartphone, tra i mormorii e i buu del resto del pubblico. E ad un certo punto anche Adriano Panatta, che commentava il match per la Rai, ha sbottato in diretta: “Io gli sequestrerei il telefono, poi glielo restituiscono alla fine del match”. Poi ha aggiunto: “È già la terza o quarta volta”.

In effetti l’ex tennista ha ragione da vendere. I richiami del giudice di sedia sono stati ripetuti e il divieto di usare i flash è noto da tempo al popolo del tennis, anche perché episodi identici erano accaduti anche durante la passata edizione. Eppure non manca mai il “genio” che decide di fotografare o filmare l’inizio dello scambio tra i giocatori. E di puntare il flash verso gli occhi del giocatore al servizio o in risposta: un fastidio notevole se nel frattempo devi tentare di colpire la pallina. Tra l’altro, il campo è ovviamente illuminato a dovere: si può fotografare e filmare benissimo anche senza usare il flash. Resta poi la solita domanda di fondo: perché pagare per vedere un evento dal vivo e poi decidere comunque di guardarlo attraverso uno schermo?

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