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Alcuni membri Pd fanno parte del Transatlantic Friends of Israel: cara Schlein, li caccia o ne è complice?

Sarebbe un bel segnale davvero allontanare dal partito e dal suo gruppo parlamentare questi esponenti politici facenti parte di tale lobby
Alcuni membri Pd fanno parte del Transatlantic Friends of Israel: cara Schlein, li caccia o ne è complice?
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Cara segretaria Elly Schlein,

se è vero che le chiacchiere stanno a zero e contano i fatti, può fare subito qualcosa di concreto per esprimere una piccola manifestazione di solidarietà al popolo palestinese, per essere coerente con quanto chiesto al governo (“riconoscere lo Stato di Palestina e non essere complice dei crimini di Israele”) o almeno per essere meno imbarazzanti.

Risulta essere deputato del Partito democratico, eletto nella circoscrizione estero (Africa, Asia, Oceania e Antartide), il signor Nicola Carè, nel gruppo parlamentare del Pd dall’elezione nel 2018 fino al settembre 2019, poi un annetto con i renziani di Italia Viva per allargare gli orizzonti e quindi il ritorno nei Dem. Nel maggio 2023 il partito di cui lei è segretaria lo ha addirittura nominato componente nell’Assemblea parlamentare Nato.

Bene, Carè fa parte (con il titolo di vice-chair) della direzione del Transatlantic Friends of Israel insieme a personaggi dell’ultradestra mondiale, tra cui gli altri italiani Marco Scurria (Fratelli d’Italia), Deborah Bergamini (Forza Italia), il sempiterno democristiano Lorenzo Cesa, Simonetta Matone (Lega Nord) e Benedetta Buttiglione, figlia d’arte di quel Rocco negli anelli di congiunzione tra prima repubblica democristiana e seconda repubblica berlusconiana.

Questo per quanto riguarda il vertice dell’organizzazione. Ma non è l’unico dei Dem a fare parte del Transatlantic Friends of Israel, ci sono anche: il deputato Augusto Curti, l’ex deputato Marco Di Maio, il deputato Stefano Graziano, l’europarlamentare Pina Picierno e financo l’ultimo segretario dei Ds Piero Fassino.

Sarebbe un bel segnale davvero allontanare dal partito e dal suo gruppo parlamentare questi esponenti politici facenti parte di tale lobby, chiamiamola così. E soprattutto vogliamo pensare che semplicemente, cara segretaria, tra i mille impegni e tante preoccupazioni, non se ne sia accorta. Altrimenti, la prego, non chieda più a nessuno di non essere complice dei crimini di Israele e di riconoscere qualsivoglia Stato, meglio il silenzio piuttosto.

In attesa di una risposta la ringrazio anticipatamente.

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