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Ultimo aggiornamento: 18:34 del 8 Agosto

Voci di Gaza – L’operatore Oxfam: “Strade chiuse, minacce e infrastrutture distrutte. Ogni giorno lottiamo per lavorare”

La testimonianza di Motaz, dello staff dell'ong nella Striscia
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“Lavoriamo in condizioni estremamente difficili. Ogni giorno è una lotta per consegnare aiuti attraverso strade chiuse, infrastrutture distrutte e minacce costanti. Questa non è solo una crisi umanitaria, è un incubo senza fine”. La testimonianza, registrata alcuni giorni fa, arriva da Motaz, un operatore dello staff di Oxfam impegnato nella Striscia di Gaza. In una situazione catastrofica, in cui la popolazione sta fronteggiando la carestia e la mancanza di beni essenziali, acqua pulita e medicine, il contributo delle organizzazioni è fondamentale. Ma anche il loro lavoro è costantemente ostacolato. “Come operatori umanitari – è l’appello – chiediamo il cessate il fuoco permanente e il completo accesso degli aiuti, Gaza non può più permettersi di aspettare”.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mese di luglio Gaza ha registrato il più alto tasso mensile di malnutrizione acuta infantile, con un aumento dei decessi legati alla fame nell’enclave. “A luglio, circa 12mila bambini sotto i 5 anni sono stati identificati come affetti da malnutrizione acuta a Gaza, il dato mensile più alto mai registrato”, ha affermato il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dalla sede dell’Oms di Ginevra. “Dall’inizio dell’anno al 29 luglio sono morte almeno 99 persone, tra cui 64 adulti e 35 bambini, di cui 29 di età inferiore ai 5 anni”, ha proseguito Tedros. “Il volume complessivo delle scorte alimentari rimane del tutto insufficiente per prevenire un ulteriore peggioramento della situazione”, ha avvertito Rik Peeperkorn, rappresentante dell’Oms per i territori palestinesi, in videocollegamento.

Questo racconto audio fa parte di Voci di Gaza’, una serie di testimonianze degli operatori e dei manager di Oxfam a Gaza che ilfattoquotidiano.it ha iniziato a pubblicare regolarmente a ottobre 2023, per avere un racconto in prima persona da parte dei civili che si trovano nella Striscia. Sono loro infatti che hanno pagato, e stanno ancora pagando, il prezzo più alto di ciò che sta accadendo.

LA CAMPAGNA – Oxfam ha lanciato una campagna per chiedere a Israele che la distribuzione degli aiuti rimanga imparziale e indipendente, non un’arma di controllo politico o militare. Netanyahu ha affidato la distribuzione degli aiuti umanitari a società private sotto supervisione militare. Tutto ciò è gravissimo. Le risposte umanitarie devono essere guidate dal diritto internazionale, rimanere volontarie, fondate sulla dignità e non discriminare le persone per motivi di carattere etnico, religioso o politico” (SI PUO’ ADERIRE QUI)

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