Sono passati trent’anni dall’ultima puntata di Non è la Rai, eppure il programma ideato da Gianni Boncompagni e Irene Ghergo continua a fare rumore. Sui social, ma non solo. Tre decenni dopo, per i critici più feroci resta solo un baluardo del “lolitismo” televisivo (“Io non solo Lolita/ma non ve lo dirò”, cantava Maria Teresa Mattei guardando dritta in camera e dimenandosi in una improbabile coreografia). Per i nostalgici di Ambra, Pamela e le altre, invece, è ancora uno show generazionale indimenticabile. Resta un fatto: che a distanza di trent’anni se ne parla – nel bene o nel male, poco importa – se ne discute, ci si aggrappa ai ricordi. E così, mentre La5 domenica 6 luglio ha celebrato l’anniversario con una lunga maratona dai numeri impercettibili (0,2% di share), il Corriere della Sera ha ripubblicato un pezzo della scrittrice Teresa Ciabatti, pieno di aneddoti e testimonianze di alcune delle protagoniste.
NON È LA RAI, IL GIOCO DELLA PISCINA, LE CRITICHE
Per chi l’ha visto e per chi non c’era, occorre ricordare un po’ di cose. Non è la Rai nasce come un programma per casalinghe, a condurlo c’è Enrica Bonaccorti, in onda si alternavano balletti, musiche e quiz (mitologico quello del cruciverbone, con annessa tentata truffa). Le ragazze piano piano prendono spazio, diventano centrali, nascono le rivalità tra prime donne (Ambra vs Pamela su tutte), sgomitano per conquistare spazio. Eccole dimenarsi a favore di camera, ammiccare, ma sempre senza perdere quell’aria da ragazzine della porta accanto, acqua e sapone: “Tra le regole, niente trucco. Chi riesce a mettere il rimmel viene immediatamente individuata dalla Ghergo che la spedisce a lavarsi”. Tra i momenti cult, il tormentone Please don’t go. “Quando partiva ci tuffavamo, tuffo libero. Io mi buttavo dallo scivolo”, racconta al Corriere Angela Di Cosimo, una delle ragazze. In studio, nelle prime edizioni, c’era infatti una maxi-piscina che però venne improvvisamente chiusa: “A seguito delle proteste su costumi e abbigliamento succinto, fu vietato usare la piscina”, ha raccontato alla Ciabatti una ragazza che vuole rimanere anonima.
L’INCIDENTE HOT DURANTE UN GIOCO
Tutto diventa pretesto per giocare, anche gli spazi dedicati agli sponsor. Durante uno di questi, accadde un incidente hot. “C’era un gioco in cui dovevamo tuffarci nella piscina piena di schiuma, toglierci i costumi e scambiarceli, mentre la gente da casa chiamava per indovinare chi avesse il costume con la scritta Bilboa”, rivela a distanza di trent’anni Angela. Che cosa accadde? “Nella fretta di passarmelo Pamela lo perde… sorridendo, la testa fuori, mi metto a cercarlo coi piedi, niente. Ho fatto il gioco nuda, meno male che con la schiuma non si vedeva niente”. Tra le fake news ante litteram che giravano su Non è la Rai, c’era pure quella sulla presunta telecamera sott’acqua visibile solo in regia: “Non è assolutamente vero che ci fosse”, precisa una “ragazza anonima” alla Ciabatti.
DAI REGALI ALLE MINACCE
Il fenomeno Non è la Rai esplode nelle mani di Boncompagni e dell’allora Fininvest: gli ascolti crescono stagione dopo stagione, gli sponsor fanno a gara per esserci e le ragazze diventano personaggi popolarissimi. Così gli studi del Palatino vengono presi d’assalto dai fan e le protagoniste dello show (un talent ante litteram) sommerse di lettere e di regali, dai pupazzi ai gioielli epersino soldi. “Mio padre ha tenuto tutto, in cantina esistono ancora pupazzi, lettere, lui non ha buttato niente”, ricorda Ilaria Galassi. “Spesso ci regalavano anellini. Poi chiamavano le mamme per chiedere se potevamo restituirli, in genere erano delle nonne”, aggiunge Eleonora Cecere. La quale ricorda come ad un certo punto il clima cambiò. C’erano gli ammiratori ma c’erano anche gli haters, che arrivarono a minacciare e a spaventare le ragazze. Lettere minatorie, regali agghiaccianti (“Una valigetta ventiquattrore con dentro santini e peli pubici”), insulti al citofono (una tizia vuole menare Eleonora perché il fidanzato l’aveva mollata dopo essersi innamorata di lei guardandola in tv) ed episodi inquietanti. “Un giorno ricevo un cd, eravamo al Palatino, io, Ilaria, Angela, Pamela scendiamo in sala prove per ascoltarlo. Lo mettiamo e parte la voce di uomo che dice: ‘Eleonora, ti farò molto male’”, ripensala Cecere.
ILARIA GALASSI, DALL’ANEURISMA AL LAVORO COME BADANTE
Insomma, le ragazze di Non è la Rai conoscono il successo esplosivo in tutte le sue sfaccettature, incassano popolarità, contratti e serate ma vivono anche situazioni surreali. Come quando, in Calabria, vengono svegliate in piena notte dai genitori e sono costrette a scappare: “Papà mi disse solo che si era creata una brutta situazione erano stati minacciati con le pistole, eravamo in pericolo”, racconta Ilaria. La quale, quando il 30 giugno di trent’anni fa cala il sipario sul programma, si prepara a continuare la sua cavalcata verso il successo. Viene scelta come velina a Striscia la Notizia, poi però viene colpita da un aneurisma cerebrale e finisce incoma. “Al risveglio dall’operazione durata dieci ore, Ilaria ha perso la memoria, non sa camminare, né parlare. Tre anni di riabilitazione per riprendere la vita normale”. Oggi ha ritrovato la popolarità partecipando all’ultimo Grande Fratello Vip con Pamela Petrarolo e con Eleonora Cecere, che dopo il reality è tornata a lavorare in un’agenzia di sicurezza, come vigilante non armata (girano su TikTok diversi video di lei, al Colosseo, in divisa). Ilaria Galassi, invece, quando il successo le è scivolato tra le dita ha lavorato anche come badante e al Gf Vip le hanno fatto incontrare la 90ennedi cui si occupava: “Se qualcuno per strada mi riconosce e chiede cosa faccio ora, rispondo la verità: mi prendo cura di una signora, loro sgranano gli occhi: fai la badante? Chiedono. Sì, faccio la badante”. È un lavoro che le piace, ammette, e si è molto affezionata alla signora: “Ha novant’anni, io la lavo, la porto in bagno, la trucco, la pettino. Le ripeto: se viene qualcuno deve trovarti bella”.